Succede che quindi si va a Berlino, per ragioni di studio / lavoro e quant'altro ma senza evitare contesti simpatici per i quali magari un mezzo giro di baccaglio duro può essere simpatico e prospettabile. Insomma, cerchiamo di essere seri ma altresì cerchiamo di darci da fare. Good enough, vediamo che si combina.
Ammetto che ultimamente la mia vita lisbonese abbia offerto diverse occasioni interessanti di tacchinaggio serio, duro e circostanziato, ma questo va per uno dei prossimi post. Chiaramente a partire dal momento in cui ho già un piede verso Milano, ecco che emergono tipe che magari sembrano interessanti e quant'altro, giusto per dire: "ma se ti svegliavi prima...". No, il catzo proprio, sono proprio apparse adesso, non ci posso fare niente, cari amici del blog, vi ricordate quando scrivevo dell' "omuncolo sfortunello"? Ecco, continua - o meglio, continuo - così. Ma tant'è, non perdiamoci d'animo e raccontiamo quello che succede.
In virtù delle ultime tacchinerie lisbonesi, pensavo effettivamente che qualche cosa nella mia testolina fosse cambiato, fosse andato oltre lo status quo, fosse - azzarderei - migliorato. Ne sono convinto, in qualche misura, poiché mi sembrava invero di essere riuscito a superare quella forma mentis per cui prendevo tutto troppo sul serio, ero irregimentato nella mia visione del mondo e così via, o, in altri termini, cominciavo a pensare che le tipe che più o meno capitavano a tiro al mio passaggio e che trovavo interessanti dovessero: 1) essere prese per i fondelli
2) fare in modo che fossero da considerare come il livello 0 (zero) dell'umanità per indurle in un interesse verso il soggetto cogitante (eh?!? sì, l'idea che mi sono fatto è questa, e devo essere sincero, mi sembra abbastanza aderente alla realtà, nonostante l'evidente ridicolo indotto da tali parole)
3) giggity giggity goo.
Ad ogni modo, succede appunto che vado a Berlino, e come dissi a chi di dovere
"Profuma di pillittu"
Sa'l cazzo, le tipe tedesche sono meravigliosamente toniche. Non è colpa mia, è colpa vostra. E mi gira pure il culo che ci sono stato per 3 anni e mezzo con una tedesca. E non parlo della mia vecchia Opel Corsa 1.2 Twinport. Grande macchina.
Succede dunque che in quel di Berlino, col carissimo amico Herr Pallasch, ci si muove, si va per locali e quant'altro. Io, francamente, non penso né scommetto sulla possibilità di trovare una tipa e portarmela a casa per produrmi in gran copia di attività ludico-motoria indoor (si sa mai che succeda), ma perché evitare di darsi una possibilità? Prima di affrontare il piccolo evento di stasera, è necessario fare un passo indietro, per arrivare dritti e seri al dunque.
Succede che quando arrivo a Berlino ero un po' in crisi perché avevo molto tempo da far passare visto che il buon Pallasch, padrone di casa, lavorava ed io non potevo entrare in casa. Aldilà di tutti i miei girovagare per perdere tempo, decido di andare a scoprire il percorso per arrivare all'archivio dove devo passare gran parte del mio tempo per cercare documenti per la mia tesi. Orbene, succede che arrivo alla stazione della metro dove si trova l'archivio senza sapere bene come raggiungerlo. Cerco di orientarmi grosso modo ma, nel percorso che (sembra) che mi conduca alla meta sento che sto andando completamente alla cazzo. Cosa si fa in queste situazioni? Ci si ferma, si chiede a qualcuno e ci si riorienta. Passa in quel frangente una tipa che porta a spasso il suo cagnolone (riassunto perfetto di tante canzoni di Elio e le Storie Tese), che oltretutto mi farfuglia parole a me misconosciute in tedesco perché il cagnolone di cui sopra si mette ad abbaiare (contro di me? no) verso il trolley che mi porto in giro. Potevo fermarmi quantomeno a chiedere dove si trovasse Finckenstein Allee, ed invece no. La tipa se ne va, io rimango come tante volte in vita mia con tante parole da dire, persino in tedesco, senza averle dette, e continuo per la mia strada, torno alla stazione della metro, vedo una mappa, mi oriento ed arrivo all'obiettivo. Voto: 3,5. Chi nasce tondo non muore quadrato.
Arriva il sabato sera berlinese ed il programma era il seguente: il mio caro amico esce con me, ci beviamo qualche birra e poi io torno a casa e lui va a ciulare (ostia). La serata la passiamo con un'amica tedesca che avevo persino conosciuto a Lisbona in Erasmus, tale Jana, che arrivava con amiche e amici e quant'altro, in un posto dove si beve, si danza e si fanno tante altre cose. La scena è la seguente: io e Pallasch beviamo pasciuti, ce la contiamo e ce la ridiamo, arriva il gruppo di persone che aspettavamo e io, tonico ed arrembante (manco per il catzo) saluto tutti gli UOMMINI mentre le tipe mi evitano tipo Matrix. Strano? Mah, come al solito trovo gente strana in giro.
Chiaramente la sera completa la passo come peixinho fora da agua per cui tutto il gruppo germanofono se la spassa e se la conta, mentre io aldilà di pochi scampoli col Pallasch e questa Jana, fluente in portoghese peraltro, me la bevo e me la fumo. Good indeed, perché se in questo locale dove stavamo c'era gran profumo di pillittu, io all'atto pratico osservavo e poco altro.
Ah, me sventurato! Ah, me inadeguato! Ma come dice il saggio, una volta di più: chi nasce tondo, non muore quadrato.
Potevo, invero, provare a dire o fare qualcosa, nonostante la lingua inglese veicolare, l'alcool che cresceva vieppiù eccetera limitassero lo spazio di azione, ma in fondo ammetto: sono sempre stato così, timido e pensieroso, e quella sera, una volta di più, non era il momento per dimostrare ma soprattutto dimostrarsi di essere qualcosa di diverso, o per usare l'adagio nel titolo del post, per dimostrare di essere quadrati quando si è tondi.
Questo post si chiude con un altro leggero passo indietro: io e Pallasch nel locale, in attesa dell'arrivo degli altri, ascoltando musica, bevendo e conversando.
Mi racconta delle sue ultime avventure con tipine e quant'altro. Mi dice: no ma sai che pochi mesi fa vado in un posto, entro dentro e c'è una tipa all'ingresso che mi prende e limoniamo.
Eh?
Tutto vero, questa è la tipa che vado a ciulare stasera. Beh, che dire, grande Säbel, però queste cose capiteranno tipo una o due volte nella vita. Poi però a giudicare dalla descrizione della tipa, questa sembra una mezza modella estremamente figa per gli standard dei poveri babbioni come il sottoscritto.
Cioé, scena da film porno. Entri in un locale, arriva una tipa figa e ti limona. Mai visto in vita mia ma sognato tutti i giorni e tutte le notti. Impressionante.
E poi lo stronzo insiste raccontando praticamente la stessa scena non una, ma due volte per cui lui, uomo di città, va in campagna e solo per il fatto della sua origine porta a casa risultati impressionanti.
Chiaramente, il dramma epocale che si stava svolgendo in quel momento, all'insaputa del mio grande amico, si conclude con la fatidica domanda: "Ma senti un po', te, ma a Lisbona te ne sarai trovato di giovani gaudenti eccetera, no?".
La mia risposta è stata molto semplice, anche se qui la reciterò in una versione estremamente riassunta.
"Caro amico,
chi nasce tondo non muore quadrato".