domenica 27 gennaio 2013

La nuova amica slovacca e le facce di 4 piccoli uomini bisunti.


E finalmente arrivò il momento topico. La padrona di casa ci disse che venerdì (25 Gennaio, nda) sarebbe arrivata in casa una nuova persona. Se a primo acchito eravamo un po' tutti tristi, perché essendo la casa un tugurio una persona in più o in meno può fare la differenza in termini di spazi, tempi e comodità, all'atto pratico eravamo tutti paonazzi dall'emozione perché, a detta della padrona di casa, sarebbe arrivata una studentessa Erasmus dalla SLOVACCHIA.

Orbene, personalmente devo riconoscere che le studentesse slovacche che ho conosciuto - neanche molte, ma buone - mi hanno sempre lasciato un ottimo ricordo (aldilà delle innumerevoli frasi banali, tipo "no caro, con te non limono, voglio rimanere TUA AMICA") e per questa ragione la prospettiva si fa interessante e golosa.

Bello e pasciuto, venerdì pomeriggio mi dirigo da qualche parte a Lisbona a fare non so che cosa, e quando torno a casa trovo, davanti alla porta d'accesso al condominio, una tipa bionda, altezza media, girata di spalle, con valige e quant'altro. Bingo! Mi avvicino come un Glenn Quagmire qualunque e saluto, direttamente in inglese, e la accolgo a Lisbona, con le parole più adeguate per l'occasione:




Quando i miei coinquilini poi mi chiesero punto com'era costei, provocandomi con l'assegnazione di un voto in ventesimi e logica accademica portoghese, risposi con un 12, 13 al massimo, perché di fatto dando per assunto che un 16 è già un voto d'onore, e 18 marca l'eccellenza, costei non può puntare molto in alto. Ma 12 o 13 rientra nel grande insieme amoroso dell'accettabile e gradevole, dunque, buon pro vi faccia.

Peraltro, in virtù di questa digressione su voti e qualità, vi propongo un ragionamento che compì con João quando stavamo elucubrando sull'arrivo di costei. Ragionamento sì interessante e che mi ha reso una volta di più un vero Cunctator.

Orbene, prendiamo l'universo intero di persone che può entrare in una casa e che potrà diventare mio coinquilino. Dividiamo questo universo in 6 categorie: categorie descrittive, ovvero categorie Estetica e Morale, che descrivono il bilancio estetico e intellettuale di una persona, e ognuna di queste categorie si divide in 3 sottocategorie, ossia Eccellenza, Normalità, Abominio. Diamo per postulato che le sottocategorie si dividano in un 33,3% periodico di possibilità di accadimento, per cui per ogni cofano immondo ci sarà una ragazza della porta accanto ed una figa aldilà dell'immaginabile, cosa che sappiamo non può esistere per definizione, perché 1) sono giudizi soggettivi; 2) i cofani abominevoli sono molto più numerosi delle manze da competizione. In ogni caso, incrociando questi elementi in tutte le combinazioni possibili e accettando che la normalità sia benvenuta, allora ci sarà sempre la maggioranza di possibilità a favore di un nuovo ingresso, perché (la prima sottocategoria rientra in categoria Estetica, la seconda in categoria Morale): Eccellenza + Eccellenza: ok (esistono sì e no 5 o 6 persone al mondo così); Eccellenza + Normalità: ok; Eccellenza + Abominio: definizione di figa di legno e beta do caralho, ma sì (l'eccellenza paga la deficienza). Poi: Normalità + Eccellenza: ok; Normalità + Normalità: ok; Normalità + Abominio: definizione di tipa inutile che, nonostante tutto, limona come un'ossessa nonostante la meschinità della propria morale. Infine: Abominio + Eccellenza: definizione dell'amica della figa di legno di cui sopra, la cozza simpatica, l'amica che è per sempre, quindi sì (una volta di più, l'eccellenza paga la deficienza); Abominio + Normalità: definizione di tipa inutile che limona un po' meno della tipa inutile di cui sopra; Abominio + Abominio: Darwin ha pensato anche a te ma è morto prima di scrivere di te e comunque ciuli più di me, quindi vai tranza.
In conclusione, vediamo le possibilità positive e quelle negative: 6 possibilità positive, 3 negative. Benvenuta amica slovacca, non far parte della minoranza per piacere.

Ed all'atto pratico non ne fa parte, direi che secondo lo schema proposto sopra, rientra in Normalità + Normalità, ma sono chiaramente le prime impressioni, vedremo come evolverà la situazione. Sta di fatto che venerdì sera appunto, propongo a costei di cenare con noialtri 4 ometti allo sbaraglio per l'occasione, come se fosse un welcome dinner. "Ma certo che sì, grazie". Magari rispondessero tutte così.

In ogni caso finisco per non cucinare io, ma il nostro andaluso, Javi. La pasta che prepara era accettabile, se non che ci mise quella tonnellata e mezza di pepe che ha finito per foderarmi la bocca ed indurmi una reazione - credo io - che descriverò in coda al post. Ed ecco come sembra il nostro convivio (è poco intellegibile, lo so, ma questo è ciò che ci viene dato):



La giovine opta per non uscire la sera con noi - e capisco chiaramente il motivo - mentre alla fine il buon João tira i remi in barca ed usciamo io, l'andaluso e l'unificatore di opposti. L'andaluso era completamente on fire tanto che, dopo essere andati al Bairro per farci un birrino d'ordinanza, volle subito andare alla Pensão do Amor per prodursi in numeri d'alta scuola. Effettivamente il giovane, neanche entrati nel locale, già si mette a conversare con 2 tipe avanzando con la tipica domanda "Scusate, dove si trova la Pensão do Amor?", falso come Giuda conoscendo il locale manco fosse casa sua... ma è un gioco che vale la candela. Nel frattempo, l'unificatore di opposti se ne esce con un altro numero da capolavoro, ossia:

"Eh, sai cosa, io sono una persona molto timida"

Come scusa? Se tu sei timido io sono Topolino, cioè, te la timidezza nemmanco la conosci, lasciatelo dire da uno che ne sa di che cosa si tratta. Hai finito di prendere per il culo la tipa slovacca fino ad adesso come se non ci fosse domani, che se fossi stato lei ti avrei tirato una centra in mezzo agli occhi, e te dici di essere timido?

"Eh sì, lo sono eccome, ma poi ho imparato a superare questo stato, già da tanti anni, ma in fondo lo sono ancora"

Un'altra unione di opposti, il timido esuberante, lo spaccone timidino o il tritacarne recalcitrante. A voi la scelta.

Le due ragazze quasi signore ci lasciano per andare al Music Box, mentre noi ci dirigiamo spavaldi verso la pensione. Era tuttavia presto e la situazione non era tanto gradevole come sempre. Poche persone, poche tipine interessanti, e dulcis in fundo comincio ad avvertire una leggera maldisposizione fisica che mi induce a cercare un posto ove sedermi. Ma tutto questo non importa. Andalusia's on fire, e qualunque cosa incontri che si muova e che abbia caratteristiche minime di appetenza, beh, lui si lancia e inizia a lavorare. Incontriamo nel giro di un'oretta tutto ed il contrario di tutto, dalla cozza simpatica alla normale e gradevole fino alla carina ma simpatica come un dito nel didietro, ma il nostro andaluso non si stanca di lavorare e lavorare.

Verso le 2 e un quarto, tuttavia, io tiro i remi in barca. Non sto minimamente bene, lo spagnolo lavora beato, il malandrino compassato voleva andare in un altro bar a vedere una roba di danza Salsa, insomma, il momento era propizio per tornare indietro. Arrivo a casa. Mi metto a dormire. Non riesco. Dopo non so quanto tempo sto male che non credo di aver sofferto tanto in vita mia. Decido che era il caso di vomitare perché le interiora mi sembrava che stessero per esplodere. Dal mio corpo escono membra, carni e l'anima stessa, che mi redarguisce perché non devi lasciar uno spagnolo cucinare pasta. Penso che sabato forse sarebbe stato il caso di rimanere a casa, mentre con la slovacca un te' serale il lunedì potrebbe essere simpatico.

Non ti preoccupare Andrea, che tanto tempo per te ne ho a bizzeffe. Con o senza te'.







martedì 22 gennaio 2013

Le cose da fare e le cose da non fare quando si esce con gli amici.

In seguito agli avvenimenti accaduti nel fine settimana passato, che mi appresto a raccontare, ho avuto una buona alzata d'ingegno e ho deciso che questo post, volutamente didascalico, servirà soprattutto ad indicare a voi tutti, miei amati lettori, che cosa sia ragionevolmente giusto fare e non fare quando si esce un sabato sera con gli amici. Ovviamente questa serie di "dritte" è espressamente orientata a chi, come me, si prodiga in attitudini da vero Meleagris Gallopavo.

Leggete e approfittatene tutti, ché questa è la mia anima (Taz, 14-78.4)

Si parte da venerdì sera, visto che ormai con i miei fidi compari João e Javier ci si organizza per cenare assieme, bere una bottiglia di vino e poi uscire in preda a furori ormonali. Dopo l'amena cenetta, tuttavia, la nostra situazione era in stallo completo data la copiosa pioggia che cadeva sulla capitale lusa. In preda all'attesa della fine del maltempo, il buon Javi si prodigava a pensare a chi contattare per avere un po' di compagnia femminile in quel risicato gay party che aspettava il miglioramento del tempo.

Devo ammettere in tutta sincerità che a me questo Javier sta sì simpatico; spagnolo abbastanza stereotipato, ma divertente e attivo, è il compagnone quasi ideale - supponendo che non ne esista uno ideale che ti procaccia le prede, le tacchina a dovere e poi te le lascia con i complimenti della casa - per andare a fare bisboccia in giro per i quartieri di Lisbona; e altresì confesso che ultimamente ho posto in essere alcune aspettative circa il suo lavoro goglotteggiante.

Dunque, il nostro, prendendo in mano Facebook dal mio computer e scorrendo un po' di foto qui e là di persone a lui amiche, opta per l'invio di messaggi interlocutorî ad una ragazza prima, che risponde peraltro con una certa celerità, per invitarla ad uscire con noi; ad una seconda eventuale preda come soluzione di ripiego. Tecnica avanzata, direi io, estasiato da questa tecnica ubriacheggiante di contatto, poiché oltre a sviluppare una strategia principale - un piano A - mette in conto persino il piano B. Bravissimo l'andaluso.

La ragazza che aveva risposto - notisi, non mi ricordo nemmanco il nome - ci invita a seguire lei e sua sorella nel quartiere di Santos ad un concerto reggae. Il livello di testosterone rintracciabile nella mia stanza dopo aver sentito la proposta di costei era crollato a livello ovoviviparo, lo spagnolo torna immediatamente sobrio (effetto conosciuto come "assorbimento alcoolico del reggae e induzione di narcolessia"), la pioggia continuava a cadere fitta inducendo dunque una comune asserzione tra noi tre "Manco per il cazzo andiamo a Santos".

E già, perché oltretutto la proposta indecente di questa ragazza racchiudeva un'ulteriore gabola, ovverosia disse che lei e sua sorella erano accompagnate da due ragazzi, andavano in macchina ma ovviamente non avevano posto per noi e ci invitavano a prendere il taxi e raggiungerle. Il viso dell'andaluso si tinge di schifío e mi dice: "Non risponderle neanche, lasciamo perdere".

Consiglio numero 1 del post e prima Cosa da NON Fare: anche se è vero che ogni lasciato è perduto, e che spessissimo succede che se si perde un'occasione offerta da una ragazza molto probabilmente non se ne riceverà un'altra, orbene, e qui mi rivolgo di prepotenza al pubblico femminile del blog, per piacere NON invitate i giovani uomini ai concerti reggae, a meno che non fumino almeno 2-3 canne al giorno o l'equivalente in principio attivo in Bong o similia e che abbiano lunghi rasta. L'impressione che date è la seguente:

 
Conclusione del venerdì sera e risultati: non siamo usciti di casa perché la pioggia non ci ha dato tregua. La seconda tipa a cui Javi ha mandato un messaggio non ha mai risposto, dunque è rimasto lo schifìo a noi, il reggae alla giovane portoghese ed una notte di pioggia per ritrovare le energie e su cui meditare.

Ritrovare le energie e meditare perché eravamo rimasti d'accordo che sabato avremmo ritentato il progetto della sera precedente ma - tempo permettendo - saremmo usciti. Programmino dunque formulato: alle 19 spesa al supermercato, verso le 20-21 cena con il mastro andaluso che avrebbe cucinato per noi, verso le 23 con la calma dei giusti e l'affetto dei cari saremmo andati al Bairro Alto ed infine verso l'una di notte ci saremmo diretti verso la Pensão do Amor, un ex-bordello diventato oggigiorno un bordello per milf e tipe in impalcatura appartenenti alla media-alta borghesia lisbonese, dove una imperial costa 3 euro (al Bairro Alto con 3 euro bevi più di un litro di birra) ed il rimorchio è legge.



Il programma, nei suoi contenuti verrà rispettato stavolta, anche se con tempistiche diverse, ma il tutto è infarcito da numerose piccole e gustose gag che vale la pena citare e che, nei fatti, compongono il senso di questo post.

Prima gag. Il cuoco spagnolo non ne tiene di cucinare e propone di andare in un ristorantino. L'idea è buona, se non che sono le 20 e devo farmi l'insulina, dunque declino e do appuntamento direttamente al bairro. Con me, probabilmente per solidarietà, rimane un altro mio coinquilino, tal Ricardo, un tipo... che se le racconta così.

Premessa: il ragazzo non mi entusiasma granché, ma fa niente, lo rispetto, certo non fossi rimasto da solo con lui sarei stato quasi più felice, ma mi ha regalato delle perle che mi appresto a raccontare, del genere, le Cose da Fare e le Cose da NON Fare.

Come detto sopra, ceniamo assieme, una cosa rapida, prima di uscire e raggiungere gli altri. Si conversa, na descontra, si parla del più e del meno, si parla di noi. In TV danno un servizio sulle bocce (grandi risultati culturali della televisione portoghese), ed il ragazzo si lamenta che oggigiorno non ci sono più situazioni come quelle di una bocciofila,

"Una volta tutti giocavano a bocce, era un evento sociale, si stava assieme, c'era sentimento, c'era sensazione. O come la danza, una volta tutti danzavano, era per conoscersi, era per vedere che persona eri, adesso invece conosci una tipa e [fa il gesto della pialla come se avesse una relazione sessuale con una pecora]"

Rimasi stupito dalla profondità del pensiero e dalla teatralità della pialla. Ma insistetti spostando il discorso su di me. Dissi, dopo un breve scambio di battute sul gioco delle bocce, che io sono una persona estremamente razionale, e che ho posto i sentimenti a lato, preferisco far funzionare la testa piuttosto che i genitali eccetera (i lettori di questo blog sanno perfettamente come la penso, dato che ho avuto modo diverse volte di esprimere il mio pensiero in merito). Il ragazzo chiaramente coglie la palla al balzo ed interviene.

"Ti capisco perfettamente, vedi, anche io sono completamente razionale, ma ti consiglio di non coprire sempre i tuoi sentimenti, perché la volta che esplodono poi succede un disastro".

Però, il ragazzo ne ha detta una condivisibile. Bravo. Poi però continua.

"Vedi, io infatti sono tanto razionale ma sono anche molto emotivo e seguo i miei sentimenti".

Eh?

"In questo senso, ma lo dico SENZA ARROGANZA, io unisco gli opposti".

Ora, il problema di un blog è che tendenzialmente racconta cose già successe e non può avvalersi delle immagini tratte dal momento. Lascio completamente alla vostra immaginazione come poteva essere il mio sguardo dopo una frase del genere.
Oppure ammirate questa foto scattata sul momento e a mia insaputa, sì esplicativa della mia reazione.


Ora, come coniugare così profonda saggezza ed umiltà ad una persona che, conoscendolo e con buoni margini di verità, è un gran tacchino professionale? Ecco la mia personale, ed ovviamente opinabilissima, conclusione.

Consiglio numero 2 del post e prima Cosa da Fare: spararle grosse. Menatela. Di' delle stronzate che non stanno né in cielo né in terra. Ma senza riderci sopra. Dille convintamente. Perché uno spaccone è sempre meglio che una persona umile. Per tacchinare serio, bisogna tacchinare duro. Come in questa piéce magistrale.


Dopo questo momento aulico, procediamo verso il bairro. Ma le sorprese del coinquilino spaccone non finiscono qui. Ci muoviamo per il bairro per bere qualche drinkino e commentare i transeunti di un comune sabato lisbonese quando ci fermiamo di fronte ad un posto che vende birra a prezzo basso. Subito salta all'occhio una tipina molto carina che attrae gli sguardi di tutti e quattro i commensali, belle gambette con parigine, interessante insomma. Chiaramente io, João e Javi rimaniamo imperturbabili e continuiamo il nostro discorso. Invece il genio di Ricardo decide di alzare il tiro, suppongo io, e durante la nostra conversazione inizia a muoversi come un saltimbanco fino ad andare a sbattere - credo io volutamente - contro la tipa in questione. Chiede scusa e poi si rivolge a noi:

"E non ho bevuto neanche una goccia d'alcool! Ahahahah!!"

Mia reazione.


Consiglio numero 3 del post e seconda Cosa da NON Fare: rimanere appiccicati col culo alle pareti dei bar. Ai tempi si usava dire "fare tappezzeria". Le tipe non cadono dal cielo né "escono dalle fottute pareti" alla tua ricerca. Vuoi vincere il premio della lotteria? Giocaci alla lotteria, caprone. E fai il cretino, tanto che ci sei, perché se intavoli una conversazione profonda il sabato sera al Bairro Alto di Lisbona non becchi una cippa uguale.

La serata continua quando cominciano ad emergere news interessanti. News, ossia, arrivano delle tipe. E vai di marcia militare. Sono le ex coinquiline di João e Javi, alcune spagnole, un'italiana. Ci si presenta. Dai che ormai va liscia come l'olio.

"Ciao, mi chiamo S., João mi ha parlato di te, sei il suo collega italiano che parla molto bene portoghese"
"Eh, devo dire che le voci corrono! Piacere, Stefano"

Fine della conversazione.

Consiglio numero 4 del post e seconda Cosa da Fare: parla, coglione.

Effettivamente mi è venuto in mente un personaggio, un amico di Milano, dei tempi del Liceo, che mi lasciava impressionato sul fatto che riuscisse a parlare e parlare per moltissimo tempo senza dire assolutamente nulla. E combinava. Beh, buono per il futuro: cambia aria alla bocca, e con fare scanzonato di': ma quindi, cara S., cosa ti porta qui a Lisbona (la risposta è Erasmus, lo sai già, ma se lo dice lei è meglio); uaooooo interessante, e che cosa studi? (non te ne frega niente, anzi meno di niente, ma questo NON importa); e dimmi un po', ti piace Lisbona? (evidentemente sì altrimenti te ne tornavi in Italia, ma LASCIAGLIELO DIRE) Che progetti hai per il futuro? Che musica ascolti? Che ne pensi dei portoghesi? Non trovi magico il puntocroce?

Parla, coglione, e fa' parlare. Che non te ne batta niente di una sconosciuta pescata per strada non importa minimamente, FOCALIZZARE L'OBIETTIVO, PORTARE A CASA IL RISULTATO.

Chiaramente le tipine se ne vanno via dopo poco, ma ormai lo spagnolo si era riscaldato, Ricardo sbarellava, João si era fatto due risate con tale Lourdes, io guardavo ammirato cotanta cacciagione, insomma, la serata era finalmente cominciata. Decidiamo di andare alla Pensão do Amor.

Mentre si faceva la fila per entrare il nostro andaluso inizia a traccheggiare con delle ragazze in coda dietro di noi, lo sento parlare spagnolo e penso chiaramente che la comunità spagnola, una volta di più, unisce anziché dividere. Ci arrivo vicino, sono 4, 2 spagnole e 2 portoghesi. Mentre l'andaluso si dava da fare, io insistevo con una coppia che aveva saltato la fila e si era messa davanti a noi di tornare indietro e farsi la fila anche loro. Io mi sentivo il Giudice Dredd e loro ricambiavano cagandomi di pezza. E' dura la vita della giustizia.

Entriamo in discoteca. E succedono varie cose interessanti. Ricardo si lancia con tutta la forza verso una tipa francese che aveva conosciuto addietro noi presenti, una specie di milfona in impalcatura royale ma in stile francese, ossia nonostante il posto, l'ambiente, il tempo meteorologico e la frequentazione andava in giro in ballerine nere. Uno schifío. Io mi faccio un'imperial con Javi, la tracanno alla velocità della luce e inizio a pianificare per la nottata: rubare i bicchieri della Pensão. Dico io, per tre euro a imperial, direi che prendermi i bicchieri è più che doveroso. Diciamo che sono inclusi nel prezzo. Una considerazione in merito la lascio per il finale.

Javi continua con le 4 ragazze e focalizza una portoghese. Il gruppo si riunisce in mezzo alla pista, ormai diventato un autotreno di persone, contemplando i 4 di rua Filipe Folque, 2 spagnole, 2 portoghesi e una francese. La situazione si fa concitata. Javi non sa che cosa fare per aumentare la pressione sulla ragazza. Con gli occhi mi chiede di aiutarlo. Io voglio aiutarlo ma non so che diavolo fare, visto che la mia danza si risolve in un leggero movimento cervicale dall'alto al basso e viceversa, in sincronia con il ginocchio. João ride e balla un po'.

Sale in cattedra Riccardo, ballerino semiprofessionista e unificatore di opposti.

Inizia a ballare come un forsennato in mezzo a noi, credo sulle note di un twist.

Mia reazione:


Finisce di danzare. Guardo Javi. Si è rilanciato di prepotenza sulla ragazza a cui è interessato. Ricardo è rientrato nei ranghi e parla con la francese. Al che mi rimane solo una possibilità. Mi giro verso João e iniziamo a mercanteggiare i bicchieri vuoti della Pensão. Esco fuori a fumare, la serata è fresca ma molto divertente.

La serata della Pensão si chiude dopo poco. All'uscita ci ritroviamo per programmare il post-pensione. La francese se ne va via. Le due spagnole e le due portoghesi scalpitano per andare in un'altra discoteca, il Music Box. Javi scalpita. Mi guarda e mi dice "Dai vieni con noi". Io decido ineluttabilmente di andarmene a casa, per me la serata ha già detto abbastanza. Javi se ne esce allora così:

"Ma dopo tutta la pressione che mi hai messo addosso per uscire, adesso te ne vai a casa? Guarda che ci sono anche le ragazze con noi! Approfittane"

Consiglio numero 5 del post e terza Cosa da Fare: hai un'occasione? Coglila. Non hai voglia? La tua volontà non importa a nessuno. Sei stanco? Puoi dormire il giorno dopo. Non vuoi spendere? Non andrai da nessuna parte. Non ti piace l'idea? Ahahahahahahaah.

Stavolta salgo in cattedra io. Dico a Javi che sono soddisfatto così e che deve seguire le tipe, visto che le conosce e ci ha parlato. Dice che da solo non ci va al Music Box. Interviene Ricardo e dice che accompagna volentieri Javi ma che gli 8€ di ingresso sono problematici. Sgancio dieci euro e li do a Ricardo,  "accompagnalo e vedi di farlo follar". I due vanno. Io e João andiamo verso gli autobus, ci dirigiamo verso casa e commentiamo la serata. La nostra, speciale serata a base di mercanteggi vari. Ed ecco il risultato, da João definito boas colheitas. E ci credo.

5 bicchieri Heineken in due serate alla Pensão. Degli ottimi raccolti.

Consiglio numero 6 del post e terza Cosa da NON Fare: ma te esci la sera per andare a conoscere gente e magari qualche ragazza o per rubare i bicchieri dell'Heineken?

Epilogo.
La serata è stata senza ombra di dubbio divertente e ha regalato delle belle perle - che peraltro non ho segnalato in toto, ma tant'è -; continuo purtroppo ad avere seri problemi in posti come discoteche et similia, ma almeno il supporto degli amici rende il tutto più divertente ed interessante, al punto di scrivere un lunghissimo post sulle cose da fare e non fare in situazioni come questa. Ma orbene, c'è un ultimo dettaglio che non ho raccontato perché in realtà è l'elemento che mi ha spinto a scrivere questo post. Ovverosia l'unica, vera cosa che non bisogna mai, mai e mai fare in qualunque caso, situazione e a prescindere dal livello alcoolico.
Poco dopo essere entrati alla Pensione, il resident Dj ha l'alzata d'ingegno di mettere su Mr. Brightside, dei The Killers. Canzone innocua per molti, ma non per me, visto che era la musica della sveglia della mia ex. Ed io, che ubriaco non ero, ho avuto l'alzatissima di ingegno di mandarle un messaggio, abbastanza neutro in realtà, niente del genere "Oddio mi manchi muoio perché mi hai lasciato ti odio ma ti amo oddio oddio", ma era pur sempre una forma di contatto inutile e potenzialmente dannosa. Da cui:

Consiglio numero 7 del post e LA Cosa da NON Fare MAI: mandare un messaggio alla propria ex. Non ci si guadagna niente, le si da più autostima e convinzione in relazione alla fine del rapporto, induce una continuazione dei contatti inutile e dannosa, distrae profondamente dall'obiettivo principale delle serate con gli amici, sia esso il bere (perché induce una sbronza triste), sia esso il tacchinaggio (poiché distrae dall'obiettivo principale dell'attività ed induce al traccheggio).



Che poi il titolo di questa canzone mica me lo ricordavo, fu solo quando lei mi rispose al messaggio che me lo ricordai, o meglio, che lei me lo scrisse.

Beh, in fondo la canzone è carina.

Post Scriptum: Ricardo e Javi non sono mai entrati al Music Box. L'obiettivo di Javi, a detta dei due, era completamente ubriaca e marcata stretta da un portoghese sopraggiunto dopo. La ragione principale dell'ingresso al locale, essendo venuta a mancare, ha indotto i due a rientrare a casa. Ed io ho rivisto i miei dieci euro. Yes.

I'm the winner. The Breadwinner.



martedì 15 gennaio 2013

Di Natale e Capodanno, di soldi buttati nel vespasiano, di barriere linguistiche e much much more.

Anno nuovo, vita nuova, dicono dalle mie parti. Ed ecco subito lo spoilerone del post, cari amici lettori: dopo due settimane di anno nuovo non è ancora cambiato un cazzo. Vabbé, certo confesso che ci sono stati dei momenti ben divertenti ed interessanti e l'obiettivo di questo breve resoconto non può che essere una descrizione di quanto capitato nell'ultima ventina di giorni... ma sempre all'insegna del tacchino con patate, of course.

Succede che torno a Milano per passare le feste, Natale, San Tazza e compagnia cantante. Il primo elemento-gag che emerge di prepotenza nei pochi giorni in cui mi sono trattenuto a Milano è chiaramente la presenza di due tipe russe di cui mi sono fatto carico vista la loro decisione di fare un salto nella città meneghina. Si tratta di Ekaterina, o Катия, credo si scriva più o meno così, una tipina sì carina e graziosa che conobbi a Monaco di Baviera l'estate passata durante il corso di tedesco, che salendo in cattedra qualche tempo fa su Facebook se ne esce dicendo "cazzofigata me ne vado a visitare Milano per Natale". Brava, sarò anche io là per le feste, che ne dici se ci becchiamo? A ruota la segue tale Guzel, traduzione in russo di Gisella, mai vista prima e che credo sia apparsa nella mia vita grosso modo come un meteorite.

"Stai attento alle russe", mi disse più volte il saggio quando mostravo ardore e sentimento nei confronti della Siberia. Che a me piace Kabarovsk, ma tant'è, presto attenzione alle parole del saggio e alla voce della mia esperienza se non che poi dico che a me me ne batte un po' dell'attenzione e quant'altro, alla fine quando c'è classe e Russia si va avanti a testa bassa. Grande Россия, bravi tutti, avanti Savoia.

Chiaramente data la presenza di codeste potenziali prede tacchinose in un risicatissimo spazio cronologico si inizia con il dispiegamento delle forze d'attacco, la cosiddetta Artiglieria Pesante. Ed ecco che dopo aver sollevato un putiferio allucinante, riassumibile più o meno così: "Ehi ragazzi, arrivano due russe a Milano" - risposta - "UHHHHHHHH AHHHH UHHHHH GHGHGHGHGHG MMMMMMMHHHH UUUUUHHHH che piacere arrivano due russe", nella serie si combina che: si vanno a prendere le russe in stazione - nota di folclore, scendono dal treno ed erano già attorniate da 3 giovani prorompenti italiani -, vengono accompagnate a casa - grazie Dok per l'aiuto, che sappiamo bene entrambi era VOLUTAMENTE interessato :D  - andiamo a mangiare il panettone ai parchetti come ogni Natale facendo scommesse su quanto tempo Rasta avrebbe impiegato prima di parlare di Unione Sovietica, andiamo all'Hemingway a prendere un drink e si cominciano a spendere soldi tipo "tranquille ragazze, alla grande, ci pensiamo noi".

Ed il giorno dopo si va in pizzeria per mostrare cos'è una vera pizza a queste disgraziate che probabilmente hanno mangiato in vita loro solo carne d'orso, e ancora vai alla grande che paga Pantalone, e poi andiamo al Kofler per San Tazza e si ride e si scherza alla grande e Pantalone ci mette del suo un'altra volta.

Qual era la prospettiva di tanta artiglieria pesante concentrata in due soli giorni? Difficile a dirsi, penso "per fare i signori e uscirne a testa alta", come già sostenni in un altro post, oppure ad una dinamica, risalente peraltro anche questa al corso di tedesco di Monaco di Baviera, detta "DA secret", ossia quali sono le cose importanti per tacchinare duro una russa, ossia fiori e spendere soldi, oppure, detto in altri termini, alla prospettiva, legittima, di investire sullo spread BTP-GKO/OFZ decennali russi per ottenere un lucro in limone.

Bom, sarà, ma in fondo non ci credevo molto. E devo ammettere in tutta franchezza, che quando eravamo in pizzeria, il buon Zio Mente ne disse una chiara, tonda, e completamente veridica: "tanto non ce la daranno mai, ma alla fine non facciamo brutta figura".

For the record, brutta figura non fatta, soldi al vespasiano registrati, ze' limone, saluti baci e abbracci e ci vediamo, magari, in Russia. Sì, crediamoci.

Io e le russe. Trovate gli intrusi.


Il 27 di Dicembre me ne vado a Berlino, felice e pasciuto, pronto per nuove avventure con gente grandiosa. Come ho scritto negli auguri di buon Natale di questo blog, l'idea era quello di andare là in Germania Hakuna Matata, ossia, andiamo a bere e tracannare come se non ci fosse un domani, ignoriamo volutamente le tipe, pensiamo a divertirci e a gustarci la vita. Risultato? Bere s'è bevuto "ma si poteva fare di più", non sono riuscito ad ignorare le tipe - ma non è colpa mia, se in Germania ci sono le fighe non ci posso fare niente - ma quasi, ma mi sono divertito alla grande, e ho pure mangiato 7 kebap in 7 giorni. Alla grandissima.

Ma andiamo al sodo, e vediamo un po' di che tipe sto parlando nella finestra temporale capodannesca. Come detto non volevo interessarmene, quantomeno per provare a dar adito a quello che mi è sempre stato detto, ossia "meno ci pensi più ne arrivano", oppure "non te ne interessare, tanto queste cose capitano, succedono, non sono prevedibili".

Sia detto rapidamente, perché è già in progetto un post in merito, ma tutte queste frasi soprariportate sono un fracco di stupidaggini dette pure male. Ma per ora sorvoliamo, e rimandiamo al prossimo futuro un approfondimento in merito.

In realtà la Germania è un casino. Troppe tipe troppo belle. Risultato: grande mal di testa. Ma fa niente, perché ero lì a divertirmi e, a parte il primo giorno in cui ero in condizioni pietose per le poche ore di sonno dato San Tazza a cui è seguita una gitarella dalle zozze e ulteriori birre e grasse risate coi compagnoni, direi che l'obiettivo è stato raggiunto. Ma quale sarà mai stata la sorpresa? Beh, finora ho parlato tanto di Germania e germanofone, ma qui si giocava in casa: del gruppo di ex-MISU che ha deciso di venire a Berlino c'era una giovane molto interessante che rispondeva al nome d'Olga. Ucraina. Quasi russa. La seconda ucraina di questo giovane blog. E sticazzi. Unica ragazza del gruppo, unica vera germanoparlante, non una bomba sexy, anzi, ma una bellezza che si respirava nel blu degli occhi e nelle fossette del sorriso. E allora che cosa si fa, soprattutto quando si inizia a supporre che ci siano altre persone nello stesso gruppo interessate alla faccenda?

ARTIGLIERIA PESANTE.



Orbene, devo ammettere in tutta sincerità che non avrei scommesso un soldo sul risultato, mio in primo luogo, ma degli altri supposti interessati anche. Siamo forse di fronte ad una Figa di legno™? Non so, difficile a dirsi, di fatto oltretutto la conoscevo poco visto che sì, ci si vedeva spesso a Monaco ma di fatto non siamo mai usciti assieme o mai ci siamo visti tête-à-tête, ma insomma, simpatia credo ce ne sia sempre stata e quello, nei fatti, era il momento di vedere fino a che punto la simpatia poteva dar luogo ad un ennesimo "sei un caro amico" oppure ad una spessa fetta di limone. E poi, diciamoci la verità, le ragazze sono, naturalmente e ingenuamente, tutte tutte un pochettino fighe di legno. Ma sorvoliamo sulle questioni ad ampio raggio e vediamo un po' cosa successe.

Già dall'arrivo della graziosa fanciulla si vede chi è interessato o meno. Il nostro amico serbo, Marko, detto The Smiling Dictator, corre per andare a prenderla come se non ci fosse un domani. Io mi tengo a ruota perché essendo più sottile e subdolo non voglio dare troppo nell'occhio ma voglio tenere sotto controllo il dittatore. Un altro compagnone, il bulgaro Elo si tiene a debita distanza ma ha anche lui l'occhio lungo. Il resto del gruppo, gli spagnoli, pensano a bere, as usual. Loro vincono il premio "Me ne batte un catzo di tutto quello che mi passa attorno" edizione 2012.

Il discorso si complica. La giovine Olga rimarrà a dormire in una stanza messa a disposizione del bulgaro, e quindi sarà a tiro dei miei diretti concorrenti. E passerà, sia chiaro sin da subito, molto tempo con loro. Io, stando a casa del mio grandissimo amico tedesco Pallasch, praticamente ho solo le serate a disposizione. Ed in quelle penso a divertirmi, soprattutto per una ragione: la giovine fanciulla potrà essere carina quanto si vuole, ma diamine, fa di tutto per tritare le palle su tutto. Pochi sorrisi, poche occasioni per parlare con calma, è vittima della frenesia del momento e tende a scoglionarsi - scusate il francese - molto rapidamente. Alcuni potrebbero dire "va là che è insopportabile", mentre io rispondo con la franchezza e ingenuità che mi contraddistingue "io baratto i difetti delle donne con la loro bellezza". E se mi viene detto "ma guarda che la bellezza sfiorisce col tempo" io ugualmente rispondo "e col tempo i difetti si sopportano molto di più". Pari e patta.

E nonostante tutto, ci sta che poi ci si vede, si chiacchiera un po', si sorride e in fondo in fondo, da buon zerbino, si pensa che forse dei margini ci sono. E allora giù a offrire un tè o un caffè, quelle piccole cose che fanno piacere all'altra persona, alla propria coscienza e molto male al portafoglio, specialmente quando sei in un paese in cui un caffè costa 2 euro.

Come si risolve il tutto? Si risolve che l'ultimo giorno i miei diretti concorrenti non ci sono perché sono già partiti per i loro paesi, io rimango con gli ispanici - come sempre geniali -, il buon Pallasch e la cara amica Olga. Il momento di affondare il coltello nella carne. E' l'ultimo giorno, quindi bisogna quagliare. Adunque, succede che lei deve vedersi con degli amici ucraini con cui peraltro si era già vista i giorni prima. Bene, avanti così, ci sta offrire un ultimo caffè e aspettare che risponda ad un messaggio perché magari ci si vede la sera. Il messaggio arriva cordiale e pasciuto alle 11 di sera quando stavamo tutti smobilitando visto che gli ispanici avevano l'aereo il giorno dopo alle 8 del mattino e Pallasch doveva andare a lavorare. "Mi spiace un casino tesoro ma non riusciamo neanche a salutarci, domani parto alle 12". "Ho passato un capodanno fantastico con persone fantastiche, grazie di tutto". "Amica ucraina, non mi gira il culo perché se avessi combinato qualcosa con te sarebbe stato solo un caso, però mettiamola così, marca molto male". "Chissà se ci rivedremo, e dove". "Quel cazzo di te a 5 euro nel bar chic del museo della storia tedesca era strabuono eh?!"

Come potete immaginare, questo dialogo via messaggio non è mai esistito. In fondo il fatto di aver pensato che magari potesse succedere qualcosa - sì, avete capito bene, non una sega mentale, non un film, ma una bobina b-movie sega mentale tutto assieme - non mi ha urtato più di tanto, ma in fondo sarebbe potuto essere bello. Boh, che dire, io a Berlino mi sono divertito e spero di tornare a fare altre ferie con quei personaggi. Con o senza Olga, con o senza Sarah, con o senza figa, con o senza legno. Solo per ridere di gusto con dei buoni amici. Questo vale veramente.

Però un lembo di manza dovrà arrivare, presto o tardi, porca bindella, eh.