... e fare in modo che ogni maschio nei paraggi vi corra dietro.
Data l'assenza di news tacchine da Londra e il silenzio ormai tronituante di questo blog, ho deciso di salire in cattedra e provare a scrivere qualcosa di divertente per vere tacchine seriali, ossia, come diventare la preda più ambita di maschi-alfa, beta e persino omega.
Dovete sapere che qualche giorno fa su Facebook una carissima amica posta un link ad un blog in cui un sedicente santone dello stile e dell'estetica professava il suo decalogo per aiutare le tipe a "farsi correre dietro dagli uomini". Dopo aver letto il punto di vista di questo novello Sai Baba 2.0 - eccovi il link all'articolo - e dopo una meravigliosa discussione su FB circa la validità di cotali asserzioni, ecco che decido di chiudere il dibattito (cit.) e definire un vero e affidabile decalogo per ottenere gli ambitissimi 100.000 punti-Tazza e diventare la Regina del Celebrità. Perché, e cito il guascone del blog sopralinkato,
Abbiamo [noi uomini], pensate un po’, dei criteri di scelta. Cose che ci piacciono e cose che ci repellono. Possiamo, incredibilmente, dare un contributo al dibattito sul grande tema della seduzione. Possiamo introdurre dei distinguo, che donano persino delle sfumature al grande motto “ndo cojo, cojo”, di cui, ammettetelo, ci credete devoti e indefessi interpreti.
Beh, non è così.
Facciamo selezione, studiamo i casi, scegliamo.
E allora vediamo cosa scegliamo e cosa no. Avanti Savoia!
Disclaimer: sarebbe ridicolo avere pretese di oggettività in questo campo delicatissimo come le strategie per attrarre l'attenzione di uomini, donne, canguri e porri; tuttavia cercherò di proporre cose che, umilmente parlando, secondo me sono ragionevolmente accettabili e non perché siano da me particolarmente apprezzate, bensì perché, appartenendo ad un genere della specie umana, so che cosa attrae di più in una ragazza, cosa realisticamente non interessa o è del tutto secondario ed infine che cosa invece fa ribrezzo. Per questa ragione spesso scadrò nell'ovvio, ma, come diceva giustamente un mio amico portoghese, ogni tanto bisogna ribadire le ovvietà, altrimenti perderebbero forza costruttiva.
Premessa doverosa al seguente decalogo. Qui si parla di escamotage per risultare attraenti vere nei confronti della popolazione maschile non gay. Quindi non vale la pena tenere in conto questi sacri dettami se, a livello infrastrutturale, la ragazza che legge queste perle di verità pesa come un container della MAERSK pieno di aglio cinese aromatizzato all'amianto, o se altresì ha il viso che sembra il toro di Guernica di Picasso oppure è così sottile e magra che ci vedi attraverso. Sulle infrastrutture fisiche, in altri termini, non ci posso fare niente, diciamo che parto dal presupposto che la ragazza lettrice in questione sia normodotata. E per tutte le altre, beh ragazze, credetemi, come diceva Stefano Benni, "Prima o poi l'amore arriva". A me è successo un paio di volte, solo che sono arrivato in ritardo.
Десять заповедей
Qualunque ragazza che vive e cammina su questa terra, così come qualsiasi essere vivente animale o vegetale, ha dei vizî e delle virtù estetiche che deve saper riconoscere e valorizzare. In questo senso, analizzando per sommi capi l'anatomia umana in questo caso femminile, ci sono vari punti che vale la pena tenere in alta considerazione. In questo senso si procederà, come diceva un mio caro amico, bottom-up, in questo caso inteso in senso letterale, ossia dai piedi alla testa.
Primo comandamento.
Scarpe. Come diceva Elio in un suo pezzo magistrale, "Scarpe. Di merda. Da donna. Che costano milioni all'uomo". Eppure le scarpe sono molto importanti. Un uomo non riuscirà mai a capire la necessità irrinunciabile di una donna di avere una trentina di paia di scarpe e stivali e ciabattine stipati in un cassone sotto il letto (le più fortunate hanno una scarpiera, complemento d'arredo incomprensibile all'uomo medio). Mettiamola in questi termini: volete cento paia di scarpe? Bene, ma almeno fate in modo che l'80% di quelle scarpe non facciano cagare gli stitici. Quindi, riassumendo:
Tu non indosserai ballerine, sandali orrendi e auaiane di colori fluo anni '90. Il resto è accettabile, auspicabile e benvenuto.
Ballerine, ciabattine infradito da brasiliano sbronzo e simili NON attraggono l'uomo. Sono brutte. Rassegnatevi. E soprattutto, non contate quella ABOMINEVOLE cazzata che sono comode. Scarpe senza suola non sono comode, è normale, a meno che non abbiate i piedini di DAS. E non avete piedi di DAS.
Per tutto il resto: scarpa chiusa casual tipo Converse, scarpe da tennis, da corsa, stivali, stivali con tacco, scarpa da sera con tacco, va praticamente tutto bene. Lo stereotipo vuole che l'uomo adori il tacco, direi che è abbastanza vero, ma siccome non siamo animali non è che ci incazziamo se una tipa non si mette il tacco 12 sempre, anzi, se vai in università con scarpe di vernice probabilmente verrai presa per il culo in primis dalle tue più strette amiche, senza che però tu te ne renda conto, in secundis dai tipi che penseranno che tu sia uscita due ore prima dall'11 Club di Milano.
Quindi, per accedere ai punti-Tazza di questo primo comandamento, basta non mettersi le ciabattine demmerda che sono tanto comode anche se non hanno suola.
Secondo comandamento.
Si parlava di scarpe, proseguiamo con un punto a me personalmente molto caro e altrettanto delicato: l'oblò. Se ti metti delle scarpe di vernice, diciamo così, per un'uscita ben tonica, non credere che se c'è un oblò che lascia intravedere un dito e mezzo del piede allora sei più attraente. L'oblò come complemento estetico danza, nella testa di un uomo, tra l'indifferenza ed il ribrezzo. Evitalo perché, cara lettrice, di solito è accompagnato da un altro elemento oscillante tra il "non me ne batte niente" ed il "ammazza che zozzeria": lo smalto. Praticamente tutti gli uomini che conosco non capiscono il senso dello smalto. Semplicemente non sanno perché una donna se lo mette (e badate, non parlo del trucco in generale, ma proprio dello smalto). Lo smalto riesce a raggiungere vette d'imbarazzo estreme: quando una tipa si presenta con le unghie pittate di colori diversi, ad esempio, un moto di perplessità emerge in termini naturali. Non siete più attraenti e men che meno fighe se vi pittate le unghie. Di conseguenza, per ottenere i punti-Tazza del secondo comandamento, imparate:
Non ti pitterai le unghie, che siano delle mani o dei piedi. È semplicemente inutile, non risulti più attraente ma solo più costruita.
Postilla ai primi due comandamenti, o intersezione dei loro valori negativi:
Se siete così stronze da mettervi delle ballerine con l'oblò, sciagura a voi e alla vostra progenie, che le colpe delle madri ricadano sui figli in secula seculorum, Amen.
Terzo comandamento.
Gambe. Personalmente il punto estetico che più amo di una ragazza. Mai necessario, ma indispensabile come il resto. Le gambe curate sono veramente importanti. All'uomo richiamano il senso del tatto, l'idea di passare la mano su una bella gamba liscia e profumata sublima l'incantamento di fascino ed estetica. Le gambe sono un punto importante da valorizzare, senza dubbio. Il Sai Baba 2.0 del link supra sosteneva, secondo me generalizzando al genere maschile il suo punto di vista, che una ragazza con le calze stia male. Bene, secondo me è falso come Giuda. Anzi, le calze diventano fondamentali se si vuole correttamente valorizzare il fascino insito negli arti inferiori. Come valorizzare le gambe? Leggete il prossimo comandamento e fatelo vostro:
Mostrerai le gambe, perché sono cosa buona e giusta. Non come un bovino femmina, ma come una che merita.
Vediamo le diverse possibilità. I jeans skinny-fit sono la prima soluzione, economicamente facile, risultato immediato. Problema: se avete il culo come una portaerei, allora bisogna trovare un'altra soluzione. In questo caso allora una gonna può essere un buon compromesso: lasciando scoperte le gambe e quindi veicolando l'attenzione su quelle, gli inestetismi del didietro vengono quantomeno offuscati. Consiglio da amico: molti uomini, divergendo dalla mia opinione, ripongono molte aspettative sul culo. Badate, eh.
Dopodiché, nel caso di uso di una gonna, le calze possono contribuire a valorizzare ed interessare il giovane uomo alla vostra presenza: se non le usate perché è estate va bene, d'inverno sono evidentemente necessarie ma possono aggiungere un tocco in più, purché non abbiano trame eccessivamente fantasiose o colori oltremodo ridicoli. In questo mi accodo al Sai Baba 2.0, il color carne non si può vedere, anche perché poi nella mente maschile "carne" è qualcosa che si mangia, non un colore. Un ultimo modo per valorizzare le gambe è indossando dei leggings. Orbene, i leggings sono veramente un campo minato, bisogna avere delle infrastrutture praticamente perfette per non sembrare una casalinga disperata inopportuna e molto, molto buon gusto per evitare di apparire ridicola. Quindi, modus ad rebus (come le parigine decantate dal Sai Baba: sì belle bellissime e quant'altro, ma 1) mai visto una tipa che non fosse modella con parigine; 2) il rischio di sembrare una vacca da sbarco è sempre molto alto; 3) ci vuole un corpo persino più perfetto di quello necessario ai leggings; quindi: lasciamo perdere).
Quarto comandamento.
In realtà sul quarto comandamento c'è poco da dire.
Se madre natura ti ha dato un bel culo, gioiscine e siine grata. Sennò, vedi di arrangiarti.
Purtroppo il tanto adorato da tanti uomini deretano è relativamente valorizzabile. Se è tonico, vince le leggi della gravità mantenendosi in alto e non cascando verso il basso come un minatore a Carbonia e mostra le rotondità giuste, beh, allora basta andare in qualunque spiaggia, che sia primavera o inverno poco importa, con un costumino tipo filo interdentale e siete subito campionesse. In altri termini: culo bello? Da mostrare sempre, che fa sempre bene; culo non al top? Come si diceva nell'incipit del post, valorizzare altro e farlo passare in secondo piano.
Quinto comandamento.
E stavolta parliamo di un punto di estrema delicatezza. L'intimo.
L'intimo attrae? No, perché non si vede o al massimo si intravede in alcune parti, quindi è d'efficacia limitata. Un esempio: avete presente il filo interdentale di cui sopra al quarto comandamento? Ecco, quello al massimo può attrarre, ma è estremamente rischioso: immaginate una tipa che usa codesto filo tirato su fino al girovita ben sopra i jeans (rigorosamente a vita bassa): anche se il culo è praticamente perfetto, l'idea che passano è di uacca da sbarco nel D-Day ormonale. In altri termini, non fa un effetto molto bello o interessante, oppure si supera la sottile linea rossa e fa un effetto vacca da riproduzione. Al massimo l'intimo attrae quando ormai i giochi sono fatti e si è entrambi nel letto per una sensazionale sessione di attività ludico-motorie indoor, quindi è un "di più" che male non fa ma che non rende più attraenti o interessanti nel momento clou del tacchinaggio. Adunque, ecco la sanzione divina per avere accesso a gran copia di punti-Tazza:
L'intimo è importante, ma non sopravvalutarlo.
Concentratevi di più su altri punti, l'intimo tenetevelo come regalo per voi stesse.
Sesto comandamento.
E ora facciamo un salto abbastanza in alto considerando l'anatomia femminile e passiamo a considerare i seni, altro punto abbastanza articolato e delicato, ma abbastanza importante. Nella mia esperienza ho sentito da parte dei miei amici i commenti più disparati riguardo i seni: chi li preferisci grossi, chi medî, chi più snelli, insomma, tutto ed il contrario di tutto, ma quello che importa nell'economia di questo post è che, alla fine della fiera, i seni passano al vaglio dello sguardo dell'uomo e sono fonte di attrazione. Quindi ecco il comandamento relativo a questa parte tanto importante nel corpo di una donna:
Mostrerai i seni, perché sono cosa buona e giusta. Non come una femen, ma ricorda che possono fare la differenza.
Come valorizzare dunque i seni? Consideriamo questo punto: voi donne avete milioni di mezzi per valorizzare qualunque aspetto del vostro corpo, quindi saprete meglio di me che cosa fare. Ad ogni buon conto ecco i miei 2 cent in merito. Parto da questo presupposto: scoprire eccessivamente dei seni molto prosperosi finisce per generare un "effetto Milka"; quindi, per trovare una giusta misura secondo un criterio che esporrò oltre, bisognerebbe:
- scoprire poco i seni prosperosi perché anche solo il disegno che formano su una qualsivoglia copertura risulta sufficiente ad attrarre l'attenzione;
- scoprire di più dei seni più snelli perché, evidentemente, se troppo coperti vi darebbero un aspetto da tavola da surf.
Se proprio siete piatte che neanche un mobile IKEA, allora giovani donne tenete sempre in conto che avete sicuramente mille e una virtù estetica su cui potete puntare eludendo così il deficit che madre natura ingenerosa vi ha dato.
Settimo comandamento.
Salendo lungo l'asse verticale si arriva ad un altro punto per molti versi assimilabile alle chiappe. Ovverosia il viso. Evidentemente modifiche sostanziali ad un viso non se ne possono fare, visto che quello è e al massimo si possono tenere in conto operazioni di chirurgia estetica, giusto per riarredare un viso che, lo ribadisco un'altra volta, magari madre natura ha creato ispirandosi a Guernica o ad un reticolato di Mondrian. Ma non è questo il caso, perché partiamo dall'assunto di una normodotazione e di conseguenza esploriamo le possibilità che ci sono per rendere un viso un'opera d'arte decisamente attraente. In altri termini, qui si tratta di trucco. Ed ecco il prossimo comandamento:
Centellina il trucco, perché deve valorizzarti, non coprirti.
Il discorso, un'altra volta, è decisamente semplice. Se esci di casa con due mani di bianco in faccia, ciglia tipo sequoia ed un rossetto color melanzana allora ragazza mia se sei fortunata un ometto onesto penserà di te che sei Sbirulino. Oltretutto spendo altri due cent su un discorso ovvio, trito e ritrito, ma troppo spesso inascoltato: la vera bellezza di una donna si vede alle 7 del mattino appena svegli. Però non è di questo che voglio parlare, quindi torniamo sul punto. Come truccarsi. Anche qui gli uomini hanno troppi pareri differenti, di conseguenza è pressocché impossibile trovare una quadra. Partendo da un presupposto ovvio ma importante: troppo trucco apre il campo alla figura del trans di Gioia, quindi è da evitare. Niente trucco è troppo rischioso, perché da un lato rischia di lasciare il campo alle piccole imperfezioni sul viso di ogni persona, dall'altra è un'occasione persa per valorizzare meglio alcuni aspetti. Quello che mi sento di dire è che il trucco deve essere minimo in ogni caso e focalizzato su pochi punti; ad esempio, se si hanno delle belle labbra carnose e affascinanti, si possono lasciare così come sono: attraggono da sole senza artificî, da evitare in questo senso due barili di vernice rossa; hai degli occhi particolari, di un colore emozionante? Ottimo, non metterti due chili di colore sulle palpebre, matita 7B e così via (sì, lo so, non sono un tecnico del settore, non so come si chiamano i vostri milioni di trucchi, ma tanto quello che importa è che capiate il punto di vista, per tutto il resto c'è Mastercard), ma valorizzateli affinché risultino centrali e attraenti. L'equazione "articolazione del trucco più complessa = risultato più soddisfacente" è falsa come Giuda, visto che ad ogni modo gli uomini non si renderanno conto di tutti i dettagli a cui avete pensato nelle due ore che avete passato di fronte allo specchio a truccarvi.
Ottavo comandamento.
Capelli. Anche i capelli sono fondamentali, perché possono rendervi veramente la Regina del Celebrità. Chiedere se agli uomini italiani piacciono di piú le bionde, le more o le rosse è assolutamente inutile, non ci sarebbe nessun risultato utile al discorso. Il mio suggerimento in questo senso è descritto nel comandamento seguente:
Non ti importerai del colore, ma renderai i tuoi capelli unici.
Partiamo da questo presupposto: probabilmente dopo l'abbigliamento (incluse le scarpe), i capelli sono il punto estetico più "lavorabile". Il punto di questo Decalogo è offrire spunti per essere più attraenti, quindi vediamo come i capelli possono rendervi Dominae di qualunque uomo. Capelli belli, curati, lucenti, sono senz'ombra di dubbio un punto importante, ma sicuramente un ometto qualunque se vede una, ad esempio, con i capelli corti sicuramente spenderanno quei due minuti in più ad osservarla, perché è questa una soluzione estetica rara ed interessante. Forse è questo un invito a tagliarvi tutte i capelli? No, per carità, non foss'altro che i capelli corti sono belli ma oggettivamente poche ragazze possono portarli in maniera aggraziata. Ma sono una soluzione per distinguersi. Una singola ciocca rossa su dei capelli nerissimi sbaraglia la concorrenza di tutta la fauna femminile di una discoteca. Una treccia bionda rigirata a mo' di corona, molto gettonata tra le ragazze dell'est europa, rimarrà impressa nella memoria di tanti uomini per tanto tempo. Praticamente escludendo solo la cresta e la rapata su un lato solo tipo Rihanna ogni soluzione può essere perfetta per attrarre su di sé l'attenzione di qualsivoglia homo sapiens.
Excipit.
Sono passate due settimane o poco più da quando ho cominciato a scrivere questo post. Successe che dopo aver concluso l'Ottavo Comandamento decisi di rileggere e rivedere quanto steso fino a quel momento per poi riprendere la scrittura il giorno successivo. Dopo la rilettura, mi balenò in testa un unico pensiero, ivi descritto:
"Ma che cazzo ho scritto?"
Rilessi diverse volte tutto quanto avevo prodotto fino a quel momento, e più rileggevo più ero convinto che tutto quanto scritto era una fanfaluca, una fregnaccia, una cosa ridicola. Ho riletto anche in questo momento, ed il mio pensiero non è cambiato.
Questo post era nato per gioco, come descritto all'inizio, non aveva pretese di serietà bensì ne aveva solo di sollazzo. Pur tuttavia, questo gioco ad un certo punto si era trasformato in una farsa, senza significato, quasi senza senso.
Perché vedete cari amici, per quanto mi fossi sforzato di essere equidistante e oggettivo nella mia ricerca e proposta, mi sono reso conto che quanto stessi scrivendo era una proiezione edulcorata e anestetizzata di una mia visione della questione, poiché partiva da presupposti teorici miei personali e, in quanto tali, inestendibili ad altre persone se non per caso. In altri termini, il decalogo - o meglio, ottalogo - sopra descritto va bene ad un pugno di persone che condividono alcune basi teoriche con me. E più in generale, un decalogo effettivamente condivisibile non ha di per sé significato, ossia, può esistere, ma va bene sempre ad un pugno di persone, non a tutte perché, per definizione, un elenco come questo è un fatto personale.
In conclusione, se siete arrivati a leggere fino a qua significa che avete letto il deca/ottalogo e vi sarete fatti un'idea. Avrete criticato aspramente alcuni punti, magari sarete stati d'accordo con altri punti, magari avreste apportato qualche leggera modifica, magari avrete pensato "questo è proprio un coglione". Qualunque parere vostro è legittimo e auspicabile, se siete stati d'accordo o in disaccordo con quanto proposto da me lo è altrettanto, spero quantomeno che qualche spiegazione di qualche punto del decalogo sia stata divertente da leggere. In qualunque caso, tutto quello che avete letto fino a questo excipit, per me, che sono l'unico autore e responsabile di quanto scritto, non ha significato.
