martedì 25 dicembre 2012

Tanti auguri di buon Natale e felice anno nuovo!

Cari amici e lettori, con questo post speciale vi auguro un fantastico Natale ed un felice anno nuovo pieno di nuove avventure e successi amorosi. E questo vale chiaramente anche per me, ma solo a partire dal 3 gennaio, prima me ne vado a Berlino per Capodanno con un po' di amici e l'obiettivo principale sarà BERE, BERE E ANCORA BERE. E se arriva una tipa che fa la sgargiante, le dirò:

Entschuldigung, aber ich trinke, ich bin nicht interessiert an dich, ich bin hier nur zu trinken.
Ist das komisch? Neh, es ist saugeil, ich trinke, du tanzt mit dem ersten Affen du kannst treffen, und ich singe:

Jawohl, jawohl, jawohl, wir trinken Alkohol!
Wir schleppen keine Frauen ab, wir trinken Alkohol!

Cari amici, vi rinnovo i miei migliori auguri di ottime feste, e arrivederci a gennaio!

E festeggiate coi simboli del blog... tacchino con patate. Fa bene ed è provocante!

domenica 23 dicembre 2012

Ist es Vorbei? Pt. 2.

Siamo rimasti al giorno del tandem, 12 dicembre. Giorno importante, finalmente rivedo la mia meraviglia germanofona, la gran copia di dolcezza che traspira da ogni poro che neanche il Nivea ascellare fa di meglio, quello sguardo così fofo che anche il Cornetto "Cuore di Panna" mi ha telefonato per confermare la mia visione delle cose, quei piccoli dettagli che piegherebbero anche il corazón più duro, e io, come sono sicuro tutti voi avete già capito, non sono l'uomo col corazón più duro del mondo, quindi buon pro mi faccia.

In realtà, riassumendo il post precedente, questa lezione di tandem aveva un sapore molto simile al Götterdämmerung, ma chiaramente io non lo sapevo ancora ed oltretutto, essendo intimamente zerbino, mi dirigevo verso l'università tronfio e paciarotto come nei giorni migliori convinto di poter, con articolati artifizi e tattiche tacchine formato Sturm und Drang, ottenere il premio più ambito, ricercato et desiderato: un'emozione vera.

Chiaramente, io che sono un signore, mi organizzo decentemente per questo tandem: sarebbe stato solo in tedesco, quindi non dovevo preparare alcuna lezione in pornoghese. Sarebbe stato anche molto breve, visto che il mio tesourinho aveva a disposizione solo un'ora, dalle 17 alle 18. Ma data l'occasione, bisogna sfruttarla al 100%, mica stare a ciancicare. Allora dopo la lezione di tedesco al mattino, perdo un po' di tempo, mangio, volo a casa e mi preparo a puntino. Perché sono un signore e non mi presento vestito con quattro cenci e la barba di Carlo Marx. Quindi, il pomeriggio apre le danze con la zerbinata atomica #3: radersi la barba di fino, fare una doccia, imbellettarsi come si confà visto che l'occhio vuole la sua parte, gellettino per rendere più gradevoli - e per uno strano gioco di luci anche più scuri - i capelli, dopobarba usato come dopobarba e profumo, insomma, ero una meraviglia, tipo l'uomo che non deve chiedere mai.
Ho persino una foto mia in quel frangente, che non esito a condividere con tutti voi:

Si noti il dentino ben lavato ed i capelli ingellati.
 Ovviamente il troppo storpia e chiaramente riesco ad arrivare in leggero ritardo, ma con un sorriso così tonico che nessuna avrebbe potuto resistere al mio charme. Lei, splendida come un raggio di luce nel piattume dell'autunno portoghese, mi accoglie con simpatia e modo, oltre al più canonico bacino all'altezza dell'orecchio giusto per evitare di scadere in malintesi, che non si sa mai. Prendiamo posto in biblioteca per cominciare la lezione. Ma prima di cominciare, le dico:

"Cara Sarah, prima di cominciare volevo porti una domanda molto importante che ha a che fare con la cultura tedesca, e chi se non te mi può cavare d'impaccio".

Sguardo sbigottito, probabilmente la formulazione della domanda in tedesco doveva essere così abominevole che devo aver detto "My dear Sarah: I have not been entirely truthful with you. I did ga-googity that girl. I ga-shmoygadeed her ga-flavity with my googis, and I am sorry."

Al che, dopo aver acceso il computer, comincia la gag più bella del mondo, perché le dico:

"Carissima, la domanda è semplice: Warum?" e subito dopo parte questo video:


Beh, il trash di una musichina di questo tipo, che in italiano suona più o meno "Tutto ha una fine, solo il wurstel ne ha due" non poteva non arrivare come un macigno in testa alla povera ragazza, che cogliendo il senso della battuta si apre in un sorriso così bello che il mondo si è fermato un secondo. Ed anche il video di cui sopra sembrava un po' meno ridicolo e un po' più divertente.

Dopodiché inizia sul serio la Götterdämmerung.

Atto primo: Sarah, tesoro, mi piacerebbe correggere la lettera di motivazioni che ho scritto per la candidatura alla borsa della DAAD, che ne dici? Ah, ma perché, l'hai già scritta? Eh sì, la dovevo scrivere, te lo avevo detto non ricordi? Oddio no, me ne sono dimenticata! Beh ma ora possiamo vederla un attimo,così poi quando la consegnare almeno è corretta... tesoro, l'ho consegnata il 7, quasi una settimana fa (mi stai forse perculando cara amica?). Oh, scusa! Ma potevi mandarmela via mail, così la correggevo... (grazie mille, ho avuto la conferma, mi stai perculando alla grandissima, oppure non sai leggere visto che ti ho mandato due messaggi per questa ragione...)

Atto due: la correzione della lettera mi ha svuotato l'anima per la disperazione. Ho scritto - e ribadiamolo, consegnato - una roba che mi dovrebbe, a mio modesto avviso, proibire l'ingresso in Germania per almeno 25 anni. Come se non avessi mai scritto in tedesco in vita mia. Ho scritto, giusto per dirne una, che volevo sfruttare (con connotazione sessuale o schiavistica) l'ampio patrimonio bibliografico tedesco. Tipo farmi le pippe e usare manoscritti settecenteschi per pulire il tutto. All'inizio gli errori erano divertenti, simpatici, sapete, "ah ho sbagliato qui eheh che errore stupido vabbè fa niente", ma quando poi le frasi dovevano essere riscritte per intero, un po' la sentivo. Alla fine praticamente la lettera era da riscrivere, il commento laconico di Sarah, ormai non so quanto veridico o situazionista, fu che "in fondo i contenuti erano ottimi". Sentii in quella occasione odore di rinnovata perculatio.

Atto tre e zerbinata atomica finale: finita l'ora di tandem monodirezionale, ci avviamo verso l'uscita. Mi dice qualcosa in tedesco ma francamente ero demoralizzato e non le stavo dietro e francamente non ne avevo neanche molta voglia ti prendi troppo sul serio quando le dico che il lunedì seguente avremmo fatto, col corso di tedesco, una festicciola a base di Glühwein und Spekulatius, e che io li avrei preparati. Le chiesi se aveva voglia di fare un salto, sarebbe stato simpatico e non sarebbe stato un problema, in realtà non so neanche con quale obiettivo glielo chiesi ma fa niente, ma in fondo quello che conta è che mi ha detto chiaramente no un'altra volta, ok tutto sotto controllo, mi sarei stupito di una risposta diversa ti prendi troppo sul serio ma tant'è, le dico che avrei preparato questi biscottini e che ne avrei tenuto qualcuno da parte per lei, se li voleva, ah sì certo grazie che gentile che sei, poi li provo! Beh dai, spero tu sia di parola ti prendi troppo sul serio ciao, è sempre un piacere stare con te.
Sabato e domenica mi dedico alla preparazione dei biscotti. Devo ammettere, buoni, burrosissimi, dolcissimi,  insomma, biscotti stile tedesco. I miei coinquilini apprezzano, io sono soddisfatto, e chiaramente mi imbarco in cose più grandi di me decidendo di comporre dei biscotti con le lettere iniziali dei nomi di ciascuno. Oltre alle loro iniziali, ne metto una in più, una S, che chiaramente è la lettera più complicata da scrivere, ma che era il senso del gioco di sottilezza con la mia amica tedesca. Biscotti per tutti, e che siano anche per lei ti prendi troppo sul serio, zerbinata atomica #4 e zerbinata maxuma finalis: prendere i biscotti migliori di quelli preparati sabato e domenica, metterli in un tupperware e aggiungere la S biscottata, un cuoricione biscottato e una stellina per raffreddare la carica melensa del tutto. Pronta consegna. Combiniamo a questo punto la gag con la squinzia.

Messaggio: cara Sarah, che ne diresti di un tandem finale prima di partire te per la Germania e io per l'Italia? Sarebbe simpatico per farsi gli auguri prima di partire.

Nessuna risposta.


Epilogo e moviolone: personalmente penso che Sarah abbia capito quali fossero le mie intenzioni. Credo che per questa ragione abbia fatto la cosa più semplice e pratica per risolvere l'annoso problema, ossia fuggire. Io sono rimasto con un pugno di mosche ed un tupperware di biscotti che sono volati con me in Italia. Francamente non sono sicuro di aver voglia di stare a cercarla di nuovo. Probabilmente si farà viva lei a gennaio, ma dubito; oltretutto ha detto che rimane in Portogallo solo fino a marzo, poi se ne torna felice e pasciuta a Freiburg in Breisgau, wo die Sonne immer scheint. Quando torno in Portogallo mi attrezzerò per trovare un altro tandemista, chissà, magari ci sarà qualcuno divertente. Ora che ci penso, non ho fatto neanche una foto con lei, da farvi vedere a voi; ho sempre pensato che sarebbe stato pressante chiedere una foto e mettere pressione non è bello, ma anche peggio è sentirla su di sé la pressione. In conclusione, che dire, Marie ai tempi mi aveva fatto impazzire per un mese e mezzo di tacchinaggio, forse uno dei mesi e mezzo peggiori della mia vita; almeno erano seguiti tre anni, tra alti e bassi, di storia bella; stavolta, dopo un mese di cordialità, morigeratezza, interesse ma non troppo palesato, beaux gestes - che sono importanti, sempre, perché fanno uscire di scena sempre a testa alta -, e perché no, soldi e tanto tempo investiti, insomma dopo tutto questo è venuto fuori proprio nulla. Non è un vero DUEDIPICCHE™, visto che comunque un due di picche vero implica un no vero, ma la sensazione grosso modo è la stessa.
Pazienza, rassegnamoci al vae victis! e aspettiamo ancora di vedere un sorriso raggiante di nuovo.







mercoledì 12 dicembre 2012

Ist es vorbei? Pt. 1.

Non avere frotte di amici - e io ne ho, solo che mi sono dislocato altrimenti - implica molte cose: avere delle giornate un po' più vuote, avere meno spalle a cui appoggiarsi nei momenti bassi - ma anche in quelli alti, se questi momenti implicano sbronze di qualità superiore - e meno dritte e soggetti a cui rompere i coglioni quando si è cronicamente incapaci di tacchinare una ragazza. Ed effettivamente le condizioni in cui verso ora avrebbero bisogno di una spalla fidata, del maestro degna spalla, la vita è una lotta spalla a spalla.
I progressi in merito alla mia opera di tacchineria infocata, ragione per cui questo spazio web esiste, sono praticamente fermi da mo', ed anzi, ultimamente hanno subito una parabola involutiva. In altri termini, sta andando un po' tutto a ramengo. Ma manteniamo la calma e vediamo cosa può succedere, e vediamo di ricapitolare un po'.

Olena, carissima e simpaticissima amica: continuiamo a vederci alle lezioni di tedesco, ci si scambia due parole in tranquillità, nei fatti non ci si caga propriamente di striscio se non per ragioni istituzionali. Sicuramente non ci si calcolerà nemmanco per errore anche nel prossimo futuro, soprattutto perché considerando quello strano connubio tra le tempistiche a cui ci si deve adeguare quando si tacchina, la mia incapacità cronica ad intuire le intenzioni, l'hic et nunc e quant'altro, e lo stereotipo che se una ragazza mostra mezzo interesse bisogna cogliere al volo l'occasione altrimenti Paganini non ripete, ebbene, qui non si andrà da nessuna parte. Almeno è simpatica, per interesse e quant'altro aspettiamo la prossima vita. Bravissima comunque, grazie per aver partecipato con noi.

Katarina, la musa del blog: oggi a lezione, dopo aver presentato un Referat come al solito a base di frizzi e lazzi, ce l'avevo proprio al mio fianco e devo ammettere che ero abbastanza conturbato dai suoi shorts con gamba lunga ben in vista. Eh, le gambe. Gran cosa. Peraltro, mi viene in mente questo:




Ammetto che sono affascinato dalla bella corporatura di quella ragazza. Insomma, pane al pane, vino al vino. In tutto questo, anche con lei continuo a vedermici solo durante le lezioni di tedesco e per questa ragione praticamente i contatti sono molto limitati. Oltretutto, oggi durante la mia sopracitata presentazione a lezione di tedesco, abbiamo avuto anche l'occasione di scambiarci due parole. Erano in tedesco, e non ci ho capito una ciolla. Avanti Savoia. Ah, peraltro se ne partirà per tornare là dove hic sunt leones credo il 19, ovvero fra poco meno di una settimana. La medaglia d'argento se ne va, ma non si porta dietro le ragioni per continuare a scrivere le mie disavventure. Custodisci gelosamente la tua drevený zemiak, cara amica.

Sarah, la mia meravigliosa Sarah. Beh, come facilmente potrete immaginare, finora a lei si sono diretti i miei più intensi sforzi nel tentativo di creare le basi per solide evoluzioni nella nostra relazione - intesa in questo momento solo per quella che è: ci si conosce e si fa tandem assieme -, ma con risultati purtroppo estremamente deludenti. Andiamo per ordine.

Dopo l'ultimo tandem, praticamente dieci giorni fa, mi disse che non aveva veramente tempo per poter fare altri tandem dato che doveva preparare centomila pagine di lavori scritti per gli esami e quant'altro. Va benissimo, non c'è problema, capisco perfettamente le tue esigenze (zerbinata atomica #1, e attenzione, non sarà l'ultima), sentiamoci quando hai tempo, ok ok, danke danke. Passano i secoli, passano i millenni, al che mi sovviene un simpatico pensiero: ma ora, va bene zerbinare ed aspettare che lei dica qualcosa, ma magari essere più propositivo? Tipo con un messaggio? L'idea di fatto è buona, ma chiaramente come sempre faccio prima un rapido giro di consultazioni per valutare il grado di opportunità ed idoneità e di liceità di questo pensiero; Susana mi dice: "mi sembra tutto ok, Ste: SEGUI IL TUO ISTINTO!".

Un attimo. Affrontiamo un secondo questo tema. Segui il tuo istinto. Mh, interessante. Di fatto la risposta che diedi alla cara Susana fu: difficile che segua qualcosa a cui ho rinunciato anni ed anni or sono e quelle ultime braci sotto la cenere che ancora posseggo (e che di fatto non si possono togliere) le passo con l'estintore tutti i giorni prima dei pasti. Perché? Semplice, se seguo i miei istinti faccio disastri, quindi tanto meglio evitare. E poi sono un uomo, non una bestia. L'istinto è per gli animali, l'istinto è fame sete cacca pupù e fiki-fiki, l'istinto è il buio della ragione. Io l'istinto non lo seguo. Soprattutto perché l'istinto, per definizione, non sa dove va. E francamente, non m'è dolce naufragar in questo mare.

Sarà forse per questo che non capisco un cazzo delle donne? Ora che ci penso, direi che questa supposizione si ritrova praticamente in pole position per il Gran Premio de "Le cause dei miei scarsi successi". Beh, figata.

Ad ogni modo, sms #1: ciao Sarah, senti, oggi ho fatto la mia prima conferenza (vero), ho una voglia matta di festeggiare (scusa stupida), hai voglia di fare un giro fuori?

No.

Reazione: vabbè, sta lavorando duro, me lo aveva detto e dunque non posso biasimarla. Pace, una scusa stupida gettata alle ortiche. Aspettiamo che mi dica lei qualcosa.

Passa qualche giorno e decido di riprendere in mano la situazione, ma stavolta con un tono leggermente meno scherzoso. Infatti per potermi candidare ad una borsa di studio ulteriore per la prossima estate in Germania, ho bisogno di scrivere una lettera di motivazione da indirizzare alla DAAD. La grossa gag è che la devo scrivere auf Deutsch, e a chi chiedere se non a Sarah? Orbene, oltretutto lei lo sapeva perché gliel'ho detto fior fior di volte, e mi ero raccomandato: Sarah cara, non ti scordare che il 7 dicembre devo consegnare il tutto. Ok, certo, vai tranquillissimo zio. E allora mandiamo un altro messaggio.

Sms #2: Sarah cara, senti, io fra qualche giorno devo consegnare la lettera di motivazione, non è che hai un ritaglio di tempo da dedicarmi? Grazie.

Nessuna risposta.

E allora cara mia mi fai un po' girare il culo sai? Cioè, non è solo questione che mi piaci e non mi caghi di pezza, ma anche dove in realtà piacere o piacersi non conta, mi pacchi, non mi rispondi, ma mehercules, ma a che diavolo di gioco giochiamo?

...

Vabbè ti perdono, ma solo per questa volta (zerbinata atomica #2, ma almeno l'ho pronunciata molti giorni dopo gli avvenimenti).

Il giorno prima della consegna della candidatura ho scritto la mia prima lettera di motivazione in tedesco. C'ho impiegato quel buon paio d'ore per scrivere una pagina (i miei tempi si stanno radicalmente restringendo, sono fiero di me) ed ho consegnato tutto, peraltro dopo aver fatto un test chiamato onDaF in cui si diceva che il mio livello di tedesco attuale è B1. Cornuto, mazziato e coglionato. Bene così.

Preso dalla tristezza dell'abbandono, sentendomi un po' più solo, senza saper bene che cosa fare, lascio perdere. Aspetto che passino i giorni e che sia lei, come promesso dapprincipio, a farsi viva. E questo sarebbe successo solo l'11 dicembre, in cui con un sms mi chiedeva se mi andava di fare un tandem nur auf Deutsch. Nel frattempo, risuonano in mente alcune parole che mi ricordo di una canzone, una piccola meraviglia lessicale che era tanto che non consideravo: "E il mio pensiero vola verso te, per raggiungere le immagini, scolpite ormai nella coscienza, come indelebili emozioni che non posso più scordare".

Ma quello che sarebbe successo, ve lo racconto la prossima volta, fra qualche giorno, che ora ho scritto troppo, as usual


domenica 2 dicembre 2012

O homenzinho azarado (scusate il francese).

Grandissime novità in vista nella mia vita sentimentale.

Manco per il cazzo. (Scusate il francese).

La realtà dei fatti è che ultimamente, dire nell'ultimo mese ma soprattutto nelle ultime due settimane, una serie di sfighe incredibili hanno esacerbato la mia situazione precaria dando luogo a diverse piccole rivoluzioni e soprattutto non hanno contribuito a migliorare i piani di attacco verso Germania e Slovacchia o persino l'Ucraina. Aggiungerei anche il Kazakistan, ma il discorso è un filino più articolato in questo caso. Andiamo per ordine.

Ci eravamo lasciati con il mio intercalare zerbinoide nei confronti della meravigliosa amica di tandem. Appuntamento per venerdì dunque, con la lezione pronta e preparata con tanto ammòre, grandi gags, ricchi premi e cotillon. Ma nel frattempo succede l'imponderabile.

Giovedì sera avevo voglia di uscire un po', ma essendo ormai canonicamente da solo non è che vado al baretto a farmi i bianchini, dunque mando un messaggio ad un collega di dottorato chiedendogli di fare una gitarella da qualche parte. Mi pacca. Rimango a casa. Al che mi dedico alla mia attività preferita in quest'ultimo periodo: insultare subdolamente come una vera eminenza grigia o più banalmente come una persona farlocca quei cretini del pachiderma e la scimmia, ossia i miei due coinquilini. Girovagando su Facebook, trovo un gruppo meraviglioso che non ho esitato a condividere chiamato "Il coinquilino di merda", un gruppo che raccoglie le gesta migliori dei coinquilini di tutto il mondo quando fanno delle porcherie immonde in casa, di solito con gran nocumento di tanti coinquilini invece più seri e diligenti. Orbene, succede che il pachiderma, in un modo che mi piacerebbe scoprire, legge le mie considerazioni. (Solo per la cronaca, costui era già bannato dal mio Facebook ed oltretutto tutte le considerazioni ed insulti "leggermente velati" erano in italiano; quindi quel figlio di androcchia di un suo amichetto o la sua fidanzatina non solo sono andati a cercare la mia porcheria, ma si sono persino sbattuti a tradurre il tutto e comunicarlo. C'è del disagio in tutto questo, ndr). Il risultato è che gli è partito il boccino, ha fatto irruzione in camera mia e ce le siamo date. Ammetto che avere cento e passa chili di giovane sul corpo non è stata un'esperienza amorevole. Le ho prese? Sì, le ho prese. Le ho date? No, non le ho date. Bah, mi sono fatto male? Se non che proprio da quella mattina il mio collo avesse deciso di bloccarsi completamente, no. Ecco la testimonianza che mi porterò per ancora una settimana di quello che è successo.

Notisi il leggero livore nel mezzo del ditino. 
Aldilà del dramma umano e della conversazione seguente col padrone di casa, cosa ha implicato tutto ciò? Beh, semplicemente sono andato via di casa. Quando? Il mattino dopo gli avvenimenti sopradescritti. Che giorno era? Il venerdì in cui mi dovevo vedere con Sarah. Che culo.

Appuntamento alle 16:00 con lei, la lezione ed il presentino da darle. Dopo una notte in cui ho dormito si e no 4 ore, in cui mi sono svegliato alle sette e trequarti per andare a prendere una valigia vuota per fare il trasloco (grazie Cata per il supporto morale e valigìaco), in cui ho raccolto un anno di vita e ricordi, che spaziavano da Marie fino al mese dell'estate scorsa che ho passato a Monaco di Baviera, al peso con cui faccio esercizi al mattino frutto di una razzia nella casa dove vissi come studente Erasmus, alle monete da 1-2-5 centesimi impilate sotto la finestre perché il mio vecchio portafogli aveva un buco nel portamonete e cadevano sempre e decisi di raccoglierle a parte, al basso e all'ampli che mi ha prestato un amico, e ancora al materasso gonfiabile che, nel suo piccolo, mi aveva ospitato per tante notti in cui i sensi si lasciavano condurre dalla passione e dal momento. Una vita, piccola, ma pur sempre una vita. Scriveva un mio amico d'Erasmus che è molto difficile chiudere in una valigia due anni di vita. E confermo: è molto difficile chiudere in due valigie anche solo un anno di vita ed esperienze. Chissà. Ora si cambia in meglio.
E dopo raccogliere tutto, più o meno alla rinfusa, era ancora pulire, fino al dettaglio, per rispetto, e preparare tutto l'armamentario che alle 14:30 arrivava Igor a prendermi, e mangiare qualcosa di rapido per finire le tre cose che avevo in frigo e andarmene da quell'inferno che non potevo più chiamare casa.

Arrivare a casa di Igor, lasciare le borse, respirare a fondo e ripartire. Poche ciance, perché avevo appuntamento con Sarah. Orbene, in realtà era tutto il giorno che pensavo ad una cosa: ma chi me lo fa fare? Tanto molto probabilmente si risolverà tutto in un DUE DI PICCHE™ galattico, come sempre, perché devo farmi lo sbattimento dopo un trasloco allucinante e con l'anima ancora bruciante d'umiliazione di andare a fare la figura del cioccolataio? Non che volessi provarci, ma insomma, poi il fine è quello. Perché?

Mi sono fatto una doccia. Acqua calda, tranquillità, in una casa che non era mia ma almeno che mi offriva riparo. Mi impomato decentemente, un tocco di gel, il dopobarba tedesco che sa di profumo e lo uso come tale, una polo che sia presentabile, un'aria che lo sia un filino di più. Messaggio in tedesco per giustificarmi del ritardo e volo in università. Arriverò alle 16:45. Drammatico. Perché?

Ehi cara come va? Tutto ok? Eh sì scusa il ritardo, ora siamo pari e patta, ma sai, ho avuto una giornata un po' intensa, ho traslocato perché ieri sera è finita a Kopfnuss e Ohrfeige, echt? Sì cara, lo so, è un po' stancante ma in fondo cerco di mantenere gli impegni, potevamo rimandare, perché non me lo hai detto.

Perché?

Cara Sarah, cara persona che legge questo blog, cara ragazza che un giorno troverò e che vorrai stare con me, ascoltami bene. La soluzione più facile a questa domanda sarebbe "beh, mi sembra di capire che sei innamorato". No, troppo facile, e seppur io sia una persona semplice una risposta troppo facile ed elegante non mi piace perché sicuramente nasconde qualcosa tra le righe. Per questo preferisco risposte più armoniose e contestualizzate nella vita di tutti i giorni. Faccio lo storico, in fondo, no? Perché sono andato in università a fare il tandem e dare il presente e fare una lezione simpatica con frasi allucinanti per praticare la pronuncia portoghese? La risposta è chiara, è armoniosa, è tangibile. Perché anche quando tutto va male, quando passiamo momenti pesanti, quando per quanto ci possiamo sforzare non ne giri una giusta, quando siamo semplicemente stanchi, in fondo c'è sempre una piccola possibilità escondidinha che ci permetta di tirar su il morale. Nel mio caso, una possibilità era Igor e Sonia, che hanno iniziato a prendermi per il culo (e continueranno a farlo per una settimana intera, tempo in cui sono stato ospite da loro) dicendo che sono un homenzinho azarado e che, di fatto, mi hanno fatto molto sorridere e mi hanno dimostrato che per quanto soli si possa stare, c'è sempre qualcuno che ti cava d'impaccio e che puoi chiamare amico. E l'altra possibilità era Sarah. Una perfetta sconosciuta, non so praticamente niente di lei, mi piace, certo, ma credo che non sia niente di speciale dato che lei è oggettivamente molto bella e credo che a qualunque cuorcontento non possa non piacere. Ma quando siamo andati a stampare la lezione che avevo preparato per lei, intanto che leggeva frasi ridicole solo per praticare la pronuncia della S in portoghese, quando conversavamo in un tedesco che Goethe si rigira nella tomba se udisse che io parlo tedesco, quando dovevo andare e poco prima le dico "senti, ho una cosa per te". Ogni volta che una ragazza esprime dolcezza con lo sguardo, ammetto, mi emoziono. E quindi, aldilà del sorriso che amici o ragazze riescono a infondermi, il perché è presto spiegato: perché aldilà del male, c'è sempre un'emozione vera che aspetta di essere vissuta.