Siamo rimasti al giorno del tandem, 12 dicembre. Giorno importante, finalmente rivedo la mia meraviglia germanofona, la gran copia di dolcezza che traspira da ogni poro che neanche il Nivea ascellare fa di meglio, quello sguardo così
fofo che anche il Cornetto "Cuore di Panna" mi ha telefonato per confermare la mia visione delle cose, quei piccoli dettagli che piegherebbero anche il
corazón più duro, e io, come sono sicuro tutti voi avete già capito, non sono l'uomo col
corazón più duro del mondo, quindi buon pro mi faccia.
In realtà, riassumendo il post precedente, questa lezione di tandem aveva un sapore molto simile al
Götterdämmerung, ma chiaramente io non lo sapevo ancora ed oltretutto, essendo intimamente zerbino, mi dirigevo verso l'università tronfio e paciarotto come nei giorni migliori convinto di poter, con articolati artifizi e tattiche tacchine formato
Sturm und Drang, ottenere il premio più ambito, ricercato et desiderato: un'emozione vera.
Chiaramente, io che sono un signore, mi organizzo decentemente per questo tandem: sarebbe stato solo in tedesco, quindi non dovevo preparare alcuna lezione in pornoghese. Sarebbe stato anche molto breve, visto che il mio
tesourinho aveva a disposizione solo un'ora, dalle 17 alle 18. Ma data l'occasione, bisogna sfruttarla al 100%, mica stare a ciancicare. Allora dopo la lezione di tedesco al mattino, perdo un po' di tempo, mangio, volo a casa e mi preparo a puntino. Perché sono un signore e non mi presento vestito con quattro cenci e la barba di Carlo Marx. Quindi, il pomeriggio apre le danze con la zerbinata atomica #3: radersi la barba di fino, fare una doccia, imbellettarsi come si confà visto che l'occhio vuole la sua parte, gellettino per rendere più gradevoli - e per uno strano gioco di luci anche più scuri - i capelli, dopobarba usato come dopobarba e profumo, insomma, ero una meraviglia, tipo l'uomo che non deve chiedere mai.
Ho persino una foto mia in quel frangente, che non esito a condividere con tutti voi:
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| Si noti il dentino ben lavato ed i capelli ingellati. |
Ovviamente il troppo storpia e chiaramente riesco ad arrivare in leggero ritardo, ma con un sorriso così tonico che nessuna avrebbe potuto resistere al mio charme. Lei, splendida come un raggio di luce nel piattume dell'autunno portoghese, mi accoglie con simpatia e modo, oltre al più canonico bacino all'altezza dell'orecchio giusto per evitare di scadere in malintesi, che non si sa mai. Prendiamo posto in biblioteca per cominciare la lezione. Ma prima di cominciare, le dico:
"Cara Sarah, prima di cominciare volevo porti una domanda molto importante che ha a che fare con la cultura tedesca, e chi se non te mi può cavare d'impaccio".
Sguardo sbigottito, probabilmente la formulazione della domanda in tedesco doveva essere così abominevole che devo aver detto "My dear Sarah: I have not been entirely truthful with you. I did ga-googity that girl. I ga-shmoygadeed her ga-flavity with my googis, and I am sorry."
Al che, dopo aver acceso il computer, comincia la gag più bella del mondo, perché le dico:
"Carissima, la domanda è semplice:
Warum?" e subito dopo parte questo video:
Beh, il trash di una musichina di questo tipo, che in italiano suona più o meno "Tutto ha una fine, solo il wurstel ne ha due" non poteva non arrivare come un macigno in testa alla povera ragazza, che cogliendo il senso della battuta si apre in un sorriso così bello che il mondo si è fermato un secondo. Ed anche il video di cui sopra sembrava un po' meno ridicolo e un po' più divertente.
Dopodiché inizia sul serio la
Götterdämmerung.
Atto primo: Sarah, tesoro, mi piacerebbe correggere la lettera di motivazioni che ho scritto per la candidatura alla borsa della DAAD, che ne dici? Ah, ma perché, l'hai già scritta? Eh sì, la dovevo scrivere, te lo avevo detto non ricordi? Oddio no, me ne sono dimenticata! Beh ma ora possiamo vederla un attimo,così poi quando la consegnare almeno è corretta... tesoro, l'ho consegnata il 7, quasi una settimana fa (mi stai forse perculando cara amica?). Oh, scusa! Ma potevi mandarmela via mail, così la correggevo... (grazie mille, ho avuto la conferma, mi stai perculando alla grandissima, oppure non sai leggere visto che ti ho mandato due messaggi per questa ragione...)
Atto due: la correzione della lettera mi ha svuotato l'anima per la disperazione. Ho scritto - e ribadiamolo, consegnato - una roba che mi dovrebbe, a mio modesto avviso, proibire l'ingresso in Germania per almeno 25 anni. Come se non avessi mai scritto in tedesco in vita mia. Ho scritto, giusto per dirne una, che volevo sfruttare (con connotazione sessuale o schiavistica) l'ampio patrimonio bibliografico tedesco. Tipo farmi le pippe e usare manoscritti settecenteschi per pulire il tutto. All'inizio gli errori erano divertenti, simpatici, sapete, "ah ho sbagliato qui eheh che errore stupido vabbè fa niente", ma quando poi le frasi dovevano essere riscritte per intero, un po' la sentivo. Alla fine praticamente la lettera era da riscrivere, il commento laconico di Sarah, ormai non so quanto veridico o situazionista, fu che "in fondo i contenuti erano ottimi". Sentii in quella occasione odore di rinnovata
perculatio.
Atto tre e zerbinata atomica finale: finita l'ora di tandem monodirezionale, ci avviamo verso l'uscita. Mi dice qualcosa in tedesco ma francamente ero demoralizzato e non le stavo dietro e francamente non ne avevo neanche molta voglia
ti prendi troppo sul serio quando le dico che il lunedì seguente avremmo fatto, col corso di tedesco, una festicciola a base di
Glühwein und Spekulatius, e che io li avrei preparati. Le chiesi se aveva voglia di fare un salto, sarebbe stato simpatico e non sarebbe stato un problema, in realtà non so neanche con quale obiettivo glielo chiesi ma fa niente, ma in fondo quello che conta è che mi ha detto chiaramente no un'altra volta, ok tutto sotto controllo, mi sarei stupito di una risposta diversa
ti prendi troppo sul serio ma tant'è, le dico che avrei preparato questi biscottini e che ne avrei tenuto qualcuno da parte per lei, se li voleva, ah sì certo grazie che gentile che sei, poi li provo! Beh dai, spero tu sia di parola
ti prendi troppo sul serio ciao, è sempre un piacere stare con te.
Sabato e domenica mi dedico alla preparazione dei biscotti. Devo ammettere, buoni, burrosissimi, dolcissimi, insomma, biscotti stile tedesco. I miei coinquilini apprezzano, io sono soddisfatto, e chiaramente mi imbarco in cose più grandi di me decidendo di comporre dei biscotti con le lettere iniziali dei nomi di ciascuno. Oltre alle loro iniziali, ne metto una in più, una S, che chiaramente è la lettera più complicata da scrivere, ma che era il senso del gioco di sottilezza con la mia amica tedesca. Biscotti per tutti, e che siano anche per lei
ti prendi troppo sul serio, zerbinata atomica #4 e
zerbinata maxuma finalis: prendere i biscotti migliori di quelli preparati sabato e domenica, metterli in un tupperware e aggiungere la S biscottata, un cuoricione biscottato e una stellina per raffreddare la carica melensa del tutto. Pronta consegna. Combiniamo a questo punto la gag con la squinzia.
Messaggio: cara Sarah, che ne diresti di un tandem finale prima di partire te per la Germania e io per l'Italia? Sarebbe simpatico per farsi gli auguri prima di partire.
Nessuna risposta.
Epilogo e moviolone: personalmente penso che Sarah abbia capito quali fossero le mie intenzioni. Credo che per questa ragione abbia fatto la cosa più semplice e pratica per risolvere l'annoso problema, ossia fuggire. Io sono rimasto con un pugno di mosche ed un tupperware di biscotti che sono volati con me in Italia. Francamente non sono sicuro di aver voglia di stare a cercarla di nuovo. Probabilmente si farà viva lei a gennaio, ma dubito; oltretutto ha detto che rimane in Portogallo solo fino a marzo, poi se ne torna felice e pasciuta a Freiburg in Breisgau,
wo die Sonne immer scheint. Quando torno in Portogallo mi attrezzerò per trovare un altro tandemista, chissà, magari ci sarà qualcuno divertente. Ora che ci penso, non ho fatto neanche una foto con lei, da farvi vedere a voi; ho sempre pensato che sarebbe stato pressante chiedere una foto e mettere pressione non è bello, ma anche peggio è sentirla su di sé la pressione. In conclusione, che dire, Marie ai tempi mi aveva fatto impazzire per un mese e mezzo di tacchinaggio, forse uno dei mesi e mezzo peggiori della mia vita; almeno erano seguiti tre anni, tra alti e bassi, di storia bella; stavolta, dopo un mese di cordialità, morigeratezza, interesse ma non troppo palesato,
beaux gestes - che sono importanti, sempre, perché fanno uscire di scena sempre a testa alta -, e perché no, soldi e tanto tempo investiti, insomma dopo tutto questo è venuto fuori proprio nulla. Non è un vero DUEDIPICCHE™, visto che comunque un due di picche vero implica un no vero, ma la sensazione grosso modo è la stessa.
Pazienza, rassegnamoci al
vae victis! e aspettiamo ancora di vedere un sorriso raggiante di nuovo.