Dicevo che ho deciso più o meno razionalmente che quella meraviglia di figliuola del Württemberg svevo è l'oggetto del contendere, il nodo gordiano, il punto di arrivo. Solo che non sapendo cosa fare per sciogliere questo noduncolo, chiaro, di certo non prendo una daga e lo taglio in due, decido di rivolgermi a qualcuno che sia di fiducia, che sappia darmi una dritta buona e che tifi per me. Ah, cosa darei per avere qui Margaux e Till un'altra volta! Loro di fatto contribuirono in maniera più che sostanziale al buon esito della gag con Marie, e per questo sarò per sempre loro debitore. Té, vi meritate una fotina:
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| Till e Margaux, i principali collaboratori di una storia bella. Seri ed irreprensibili. |
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| Una foto della mia coinquilina colta di sorpresa al parco di Bela Vista, Lisbona. La reazione alla foto è stata "UH UH UH! AH AH UH UH AHHH AHHH!!! UH AH UH UH AH LE CHUCK UH AH!!" |
"Beh sai in fondo dovresti trovare un modo per essere in una botte di ferro, insomma, essere il più ambiguo possibile". Ed interviene Sonia, ivi presente, dicendo: "Guarda se Igor non mi avesse regalato un *censura anti-spoiler* non mi sarei mai resa conto che aveva qualche interesse nei miei confronti". "Buona idea - aggiunge Susana - potresti farlo anche te: sai alla fine se caschi male puoi sempre dire 'beh non vedo perché non avrei dovuto farlo' (NdR, in tedesco tutta questa frase sarebbe solo "Darum!") e salvi baracca e burattini, ma se va a buon segno hai fatto bingo, perché di fatto non dici nulla di te ma hai messo la pulce nell'orecchio".
Esticazzi. Ho passato una vita a lottare con me stesso per essere sempre naturale, sincero e diretto ed ora in qualche modo devo essere sottile, calcolatore e ambiguo. Quem me dera.
Vabbé, vamos a isto mi sono detto ed ho concluso: "Giovani, io di voi mi fido, quindi possiamo lanciarci in questo psicodramma. Susana, quando andiamo a prendere questo presentino? Lunedì?" "Mi sta bene, andata per Lunedì".
Passano i giorni, non sono sicuro - io non sono mai sicuro - di aver fatto la scelta giusta, se una persona praticamente sconosciuta mi facesse un presentino così dal nulla avrei la certezza matematica che gatta ci cova e sta cercando di corrompermi o ci sta provando con me. Ma la situazione è tale che non posso né voglio mettere in dubbio le direttive, insomma, Susana e le altre amiche sapranno cosa si può fare (secondo me no, ma l'importante è farlo sempre). Intanto sabato mando un messaggio alla giovine di Ulm confermandole che per mercoledì potevamo fare il nostro tandem. Bene, la situazione tattica è creata, i compagni di viaggio sono presenti e disponibili, l'idea c'è, insomma, è tutto pronto. Lunedì andiamo alla FNAC.
(Quanti di voi hanno pensato che avrei comprato un gioiellino di Swarowsky?)
Alla fine il regalo neutro, ambiguo, significativo ma anche no, insomma, il sinonimo della certezza è un libro, un libricino in portoghese perché così è legato all'ambito nel quale io e la meraviglia ci siamo conosciuti, ossia il tandem; poi è un libro e non è compromettente per nulla, e come detto sopra in caso di dubbi domande e sceneggiate posso sempre rispondere "Darum!". Ed il meglio è la dedichina che chiaramente avrò l'accortezza di mettere sotto il titolo dell'opera. Il libro oltretutto - e devo ammettere di essere stato fortunato - mi sembra molto tonico per lei visto che è una collettanea di racconti - molto meglio che un romanzo per chi sta imparando una lingua - di autori lusofoni - bella gag, l'internazionalizzazione altresì detta Multi-Kulti auf gut Deutsch -. Ed infine, la dedichina. Io chiaramente pensavo a qualcosa di moooolto smilzo, proprio per evitare di smascherarmi da subito (o forse è una delle tante giustificazioni che mi do per non dire che sono un omuncolo terrorizzato? Mah...), del genere "Lern Portugiesisch! Es ist wichtig! :D Ste". Ma una volta di più ho seguito i consigli della mia tutrice che ha optato per qualcosa di più sbilanciato. Alla fine il risultato è stato "Lern Portugiesisch! Es ist wichtig! Ofereço-te este livro para que não te esqueças de Portugal e das pessoas que conheceste. Beijinhos, Ste". Inutile spiegare per quale incredibile gioco di contrappesi questo messaggio sia stato scelto, ma tant'è, suona bene e allora giochiamocela. Di una cosa sono certo: non sono in grado di fare il diplomatico, aldilà dell'aspetto formale che il termine e la professione indicano, visto che ormai gioco sempre a carte scoperte.
Regalo comprato, dedica scritta, imbustato e pronto alla consegna. Nella mia testa risuonava in continuazione "Aiò, Dimonios, avanti e fortza paris!" e mi sentivo ben tonico. Aspettiamo mercoledì.
Nel frattempo ieri, purtroppo, è morta Giulietta, il gerbillo che avevamo in casa. Mi è spiaciuto molto, anche se non l'ho mai voluto ed è stato l'ennesimo capriccio che quei cretini che dimorano nelle stanze a fianco alla mia si sono voluti togliere. Dopo 3 settimane non la cagavano neanche di pezza. Ecco la cifra di un capriccio:
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| Se uno ha bisogno di un post-it per ricordarsi di dar da mangiare ad un animale che ha voluto, è senza dubbio più bestia dell'animale in questione, qualunque esso sia. |
Decido di mandare un messaggio alla meraviglia ulmese confermandole alle 4 del pomeriggio.
Poco prima di incontrarmi con Susana per pranzare assieme come al solito, ecco che mi giunge il messaggio tanto atteso: "Ehi Ste guarda che oggi non ci vediamo, ho pensato che non avessi tempo e mi sono organizzata con altro".
E ma allora sei un po' stronza anche te.
"Tesoro checcazzo ma non l'hai ricevuto il mio messaggio di conferma sabato? Avevo preparato anche una lezione apposta per te!"
"Oh wie Schade [esticazzi, ma allora sei babba forte], non l'ho mica ricevuto, vabbè facciamo venerdì?"
"Guarda, va bene venerdì giusto perché sei tu. Ma fai ballare l'occhio, eh?"
Ovviamente i miei messaggi supra descritti non erano propriamente espressi in questi termini. Diciamo che richiamavano alla mente più la seguente immagine, che chiuderà quest'altro capitolo pietoso della mia incapacità a tacchinare. A presto nuove novità.











