Venerdì sera scorso avevamo in programma una simpatica cenetta tra coinquilini ed amici in casa, dove al solito l'italiano prepara da mangiare - lasagne, buonine questa volta, mancavano un po' di sale, precedute da pan carré tostato al forno con burro e salmone - pulisce i piatti e se glielo chiedi gentilmente ti fa anche un massaggino ai piedi. Invitati e prospettive della serata: João, Andrejka conosciuta come la coinquilina slovacca, Julia - tedesca -, il suo ragazzo di nome Max; prospettiva: attaccare a testa bassa l'unica preda sguarnita, visto peraltro che è da qualche giorno che ci si sente in chat (abitare a due piani di distanza è incolmabile) e magari, insomma, se non mi scassa troppo il cazzo vediamo di ritessere la tela. Il vino scorre a fiumi, la compagnia è simpatica, si gioca col tridente. Mapperò che succede? Che io, in preda agli effluvi dionisiaci spoilero completamente la questione, annosa e critica questione, dei biscotti. Ammetto, vanagloriandomene un po', che i miei amici quella sera mi avevano abbastanza trapanato dicendo "ma no dai perché non prepari più i biscotti pensa a noi sono belli bravi buoni buoni bravi belli belli buoni bravi dai dai preparane altri" (avete presente la scenetta di Kiss me Licia delle fettine panate? Ecco, io ero Licia, i miei amici spaccavano i maroni come Andrea e Mirko, per chi non avesse chiaro il concetto riposto questa meraviglia della post-modernità)
Io, ormai imbarcato nella faccenda, non posso più nascondermi. Racconto la questione per filo e per segno (in realtà no, solo per sommi capi) quando la nostra amica Andrejka sale in cattedra sostenendo:
"Bene, ora che hai raccontato la tua gag perché sei pirla non mi sento più in dovere di raccontarti perché i miei sono rainy days".
"Giovane, ma che diavolo vuoi dire con questa frase vuota e farfugliata?"
"Babbo der cazzo, ci eravamo scritti che mi avresti raccontato dei biscotti in cambio della storia dei rainy days. Ce lo siamo scritti l'altro ieri e non ti ricordi una ciolla (ma che cazzo ma si è sentita con la mia ex ragazza prima di dire questo? Probabilmente era stata posseduta per 3 minuti in quel frangente dalla cara Marie, bene, GOMBLODDOH), quindi puppi e non becchi la storiella mia."
"Scritti? Che? Ieri?
...
...
Sono uno scemo".
Slovacchia 3 - Tacchino 0.
Se non che evidentemente Dioniso, ridanciano senza mezzi termini, dice che è il caso di riequilibrare il tavolo e fa spoilerare anche la giovane abbottonatissima slovacca. Non mi ricordo i termini del suo discorso, ma il sunto è il seguente:
AH-A! HAI PRESO IL DUE DI PICCHE™! SENTI LA STECCAAAAAAAHHHH!!!1
Slovacchia 3 - Tacchino 3, con doppietta di Handanovic e autorete di Hamsik. Meraviglia.
Ma aldilà delle gag - il discorso nei fatti non è poi più andato avanti, bisogna anche saper tacere un po' in determinate occasioni - il risultato, almeno come me lo sono immaginato io, è questo.
Io ci provicchio un po' con la tipa ormai da un mesetto, cioè, a targhe alterne, senza calcare troppo la mano. Non ci voglio fare nulla se non del sano limone quindi vado su ritmi molto compassati. La invito fuori non una, non due, non tre ma più volte e questa mi dice sempre picche, la spoilerata - o forse sarebbe il caso di dire LE spoilerate, visto che anche la mia doveva sortire qualche effetto - ha messo in chiaro che gli obiettivi della giovine sono altri e probabilmente pornoghesi, insomma, non mi sembra di intravedere delle basi decenti per un prosieguo dell'azione. Che oltretutto la giovane se ne va a Pasqua a casa sua e torna ad Aprile, io ad Aprile me ne vado a Berlino una settimana, lei a Giugno tira i remi in barca e io ho un casino da viaggiare... a questo punto superiamo questo impasse nel senso di "hai voglia di un caffè o no? Sì usciamo, no allora bevitelo da sola". Mi sembra chiaro e lineare. E soprattutto sembra un'opzione spendibile. Ad ogni modo, mercoledì ci sarà una cenetta tedesca in casa, Schnitzel und Kartoffelsalat, con tutti gli elementi sociali registrati sopra, vediamo modi e reazioni di chi di dovere. Perché si gioca sempre all'attacco. Torniamo all'antigelo.
E poi succede che il giorno dopo, sabato, ci sia la festa di compleanno di una cara amica pornoghese, Catarina. Cenetta in un ristorantaccio dietro a Restauradores, economico e di qualità Malawi, ma ottimo per le serate compagnone tra amici. Esco felice di casa perché avrei rivisto dopo tanto tempo un po' di cari amici, tra cui il Furão, Susana, Catarina appunto, Sonia e via dicendo. E l'idea era di una cena con un bel po' di persone (saremo una ventina alla fine), quindi... piatto ricco mi ci ficco e solo dopo me lo azzicco.
Devo essere sincero, un po' appesantito dal vino della sera prima non ero particolarmente ON FIRE™, oltretutto il parterre femminile presente non sembra quello delle grandissime occasioni ma, come si suole dire, meglio la carne che l'osso, quindi si inizia ad investigare. I primi dieci minuti passano con io che converso con una tale Ana ed il suo ragazzo circa il prossimo venturo concerto degli Iron Maiden a Lisbona e della scelta fatta sull'orgoglio di ordinare un'alheira de Mirandela al ristorante perché facciamo parte dell'Irmandade d'Alheira. Bene, il piede è quello giusto. Poi succede che saluto, mi presento agli - alle - sconosciuti e mi viene presentata dalla festeggiata in persona... sua sorella.
Carina, indeed. Quantomeno ricettiva. Belle gambette. Stile pienamente portoghese.
La prima cosa che mi balza all'occhio sono le unghie pittate di melanzana. No veramente, la melanzana no. Al massimo il Blu di Prussia, ma la melanzana no davvero, deh.
Parlo col Furão e Sonia, va tutto bene, la serata è simpatica e gradevole. E poi comincia la festa. Niente Alheira bensì Açorda de Gambas con coriandolo e pepe come se nevicasse, sono seduto al tavolo a fianco al Furão e con una ragazza di cui non ricordo il nome, la festeggiata posta a capotavola e SUA SORELLAAAAAAHHHH praticamente di fronte a me. La gag del ristorante è stata Sonia che mi chiede "Senti Ste ma perché non ci provi un po' con quella a fianco a te?" la cui veemente risposta è stata "magari sì ma c'è già LA SORELLAAAAHHHH".
LA SORELLAAAAAAHHHHHHHH.
Si ride, si scherza, si comincia ad avanzare con le gag quando, ad un certo punto della serata, Dioniso, o meglio la sua controparte Inuit, inizia a prendere il sopravvento per mio sommo timore. Il vino che stavamo bevendo. Del genere che dopo il primo sorso metà della tavolata era verde in faccia e tutti a dire "Eh ma che zozzeria". Io rispondo con sicumera grazie al mio fegato di gomma dicendo "Qual è il problema, rosso, bianco o sangria è la stessa zozzeria, questo ha il sapore dell'antigelo". E allora beviamo l'antigelo come se non ci fosse un domani. (Nel frattempo vi presento la controparte Inuit di Dioniso, appunto il protagonista dell'antigelo)
Quando già l'apporto calorico dell'antigelo era abbondantemente superiore rispetto all'Açorda il nostro buon Furão ha l'alzata di ingegno e mi sfida ad uno shot con un bicchiere di antigelo. Dicono che abbia vinto il primo round. Non contenti, pensiamo che sia necessaria una rivincita, e giù con il secondo. Quando si dice "il bere bene". Ormai ero scoppiettante come un tram Milano '28 e non mi avrebbero fermato neanche a cannonate. L'immagine che mi porto dentro è quella di un omino che ha appena finito di leccare diverse volte una rana brasiliana oppure che ha visto su Youtube 10 ore di Ipnorospo.
Il possibile obiettivo della serata si fa vieppiù sfumato, nel senso che tutto quello che si muove, pareti incluse, assume i tratti di "obiettivo critico". Il vino - pardon, il Paraflu - non finisce, i cartoni da cinque litri da dove sgorgava impetuoso volano via leggeri come farfalle di amianto, Lisbona è bellissima, è tutto bellissimo, anche quel tugurio di ristorante, anche la tipa in fondo al tavolo che chiameremo con rispetto e morigeratezza Vier Augen.
Pim pum pam e che si fa ragazzi? Stai fermo lì che te lo do io il promemoria (questa frase calza a pennello), andiamo al Bairro, drinkino easy e poi andiamo alla Pensão do Amor, visto che non sono l'unico che avrebbe piacere ad andarci e perché una serata così non si può chiudere in maniera diversa. Bella bella, grandi grandi, bravi tutti e ce ne andiamo.
Lungo la strada, breve peraltro, che dal ristorante porta al Bairro attacco bottone con tutto quello che si muove. E questo è solo l'incipit. Parlo di musica italiana con delle tipe random portoghesi - sia chiaro sin d'ora, tutta gente comunque del mio gruppo -, parlo con la tipa che era seduta a fianco a me al ristorello, con Vier Augen e, chiaramente, con LA SORELLAAAAAAAAHHHH. Ci fermiamo in un bar dove si va di shot che cerco peraltro impunemente di non pagare scappando in bagno e poi vengo richiamato all'ordine (ma che c'avevo per la testa?), poi comincia a salire la chimica e si mangia io col Furão un cachorrão pieno d'ogni ben di Dio chimico e sintetico che però si squaglia senza se e senza ma sotto al peso del Paraflu mentre si conversa di esercizi consigliabili su come tonificare i glutei senza però dover andare in palestra, si ri-esce e non ho la più pallida idea di con chi io stia se non per quelle due facce note che girovagavano da quelle parti e non mi interessava più niente ma io volevo solo solo tanto LIMONE o altrettanto Paraflu e allora si risolve tutto a tarallucci e antigelo ed al grido di "Tutti alla Pensione!!!" ci muoviamo massicci fino a Cais do Sodré.
Indeed, mi sono perso qualche dettaglio, eravamo usciti in una ventina di persone dal ristorante, ci ritroviamo in 8. 12 persone sono state centrifugate da Paraflu e frutta del grog-sangria di cui ante.
Dentro è delirio. Il mio canino raggiunge le dimensioni di 38 centimetri in adamantite foderata e ha già prodotto incisioni rupestri sulla calçada portuguesa di mezza città. Gli occhi strabuzzanti tipo pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo si inondano di sangue, mi sento come in un First person shooter. Con la differenza che un professionista di First person shooter ci sa fare, io al massimo finisco così:
Ed oltretutto iniziano le sorprese. Vado verso il bancone e mi ritrovo uscente dalla foresta di gambe, braccia e ormoni della Pensão il mio coinquilino João. "Eh sono arrivato da poco - ma sei da solo? - sì dovrebbe essere arrivato anche Ricardo - l'unificatore di opposti? - sì, da King". Bene! Avanti Savoia! La questione diventa vieppiù interessante!
Facciamo un giro per il locale alla ricerca dei miei amici e di Ricardo e - bingo! troviamo tutti. Con una nota di folclore interessante. Ricardo è seduto in una stanzina della Pensão circondato da 4 - non una o due, quattro - tipe di cui una figa over 9000 a conversare amabilmente del più e del meno.
Considerazione. Hai capito che a unire gli opposti e a fare lo spaccone magari ci si guadagna qualcosa? Ma ammè checcazzomenefrega ammè, tanto sono ON FIRE™, ho ettolitri di antigelo e tequila che scorrono nel mio corpo come l'Acheronte e ammè me ne deve fregare di una biondona brasileira over 9000? Pensiamo a quello che importa veramente:
LA SORELLAAAAAAAAHHHH!!!1!1!
Il livello ON FIRE™ diventa molesto quando inizio a parlare con LA SORELLAAAAAHHH, poi mi lancio sulla mia vicina di ristorante, decido che è tempo di fumare e vado in un balconcino e mi metto a parlare con un'altra amica quando sopraggiunge una cameriera coi capelli ROSSI NATURALI (svengo), tipo trentordicimila punti Tazza d'amblè che mi ricorda che non si può fumare sul balcone e le rispondo "Fammi tuo", spengo il paglione e rientro, mi bevo il mio mezzo litro di birra ed il fumo mi esce dalle orecchie e poi... e poi... e poi un cazzo, però ho l'alzata di ingegno di invitare LA SORELLAAAAAHHH a ballare, e lei mi risponde "ma vuoi ballare con questa musica?" e io le rispondo "hai ipotesi migliori?" e bum, in pista.
Mi sono reso conto solo dopo che effettivamente la musica in quel momento faceva schifo, ma tant'è, Tazza improvement of the day is: porta una tipa a ballare. Adoro l'antigelo. L'unica cosa è che non mi ricordo poi come siamo rientrati alla base. Forse stava chiudendo il locale. Forse no perché mi ricordo che ritornando al tavolo dagli altri vedo che João stava parlando amenamente con la festeggiata, Ricardo era rimasto con la brasiliana over millemilamiglia, io producevo incisioni rupestri di qualità con gran perizia. Mi ricordo anche che in un frangente random della serata inizio, così a caso, a baccagliare furente la sopracitata Vier Augen. Non ho la più pallida idea di cosa abbia potuto pensare di me, ma ho come il vago sentore che avesse ragione. E poi mi sembrava anche un po' coinvolta. Ma questo non importa, se non sbaglio stavo facendo la coda per andare in bagno.
La serata si avvia alla conclusione quando la discoteca chiude, alle 4. Usciti dal locale, decidiamo di andare all'ultimo ritrovo della notte lisbonese, la Merendeira, a mangiare un pão com chouriço meravigliosamente buono. E finalmente rientro in me, che il pãozinho innaffiato da una tranquillizzante Coca Zero mi rendono gradevole e a modo. Come se non fosse successo niente. Ma giusto per non togliermi nulla, dico alla sorella "ma domani già te ne parti? Ma no dai rimani qui ancora un po'! Dai giovane! Dai tonica!"
"Eh non posso, ma ci scambiamo l'amicizia su Facebook ok?"
Ammetto che un po' odio questa modernità.
Ad ogni buon conto, easy e tranquillo e persino un po' stanco mi avvio a piedi verso gli autobus, mi fermo a prendere le sigarette, l'autobus parte e mi porta a casa in tempo per farmi l'insulina ed andare in letargo, ormai alle 6 del mattino. E lieto mi addormento, felice per una serata veramente divertente passata con tanti cari amici ed un parterre femminile non da hotel 5 stelle ma di qualità in ogni caso, o meglio sorprendente, ma sopra ogni altra cosa sogno grato al vero King della serata: il Paraflu portoghese in cartone.
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