mercoledì 12 dicembre 2012

Ist es vorbei? Pt. 1.

Non avere frotte di amici - e io ne ho, solo che mi sono dislocato altrimenti - implica molte cose: avere delle giornate un po' più vuote, avere meno spalle a cui appoggiarsi nei momenti bassi - ma anche in quelli alti, se questi momenti implicano sbronze di qualità superiore - e meno dritte e soggetti a cui rompere i coglioni quando si è cronicamente incapaci di tacchinare una ragazza. Ed effettivamente le condizioni in cui verso ora avrebbero bisogno di una spalla fidata, del maestro degna spalla, la vita è una lotta spalla a spalla.
I progressi in merito alla mia opera di tacchineria infocata, ragione per cui questo spazio web esiste, sono praticamente fermi da mo', ed anzi, ultimamente hanno subito una parabola involutiva. In altri termini, sta andando un po' tutto a ramengo. Ma manteniamo la calma e vediamo cosa può succedere, e vediamo di ricapitolare un po'.

Olena, carissima e simpaticissima amica: continuiamo a vederci alle lezioni di tedesco, ci si scambia due parole in tranquillità, nei fatti non ci si caga propriamente di striscio se non per ragioni istituzionali. Sicuramente non ci si calcolerà nemmanco per errore anche nel prossimo futuro, soprattutto perché considerando quello strano connubio tra le tempistiche a cui ci si deve adeguare quando si tacchina, la mia incapacità cronica ad intuire le intenzioni, l'hic et nunc e quant'altro, e lo stereotipo che se una ragazza mostra mezzo interesse bisogna cogliere al volo l'occasione altrimenti Paganini non ripete, ebbene, qui non si andrà da nessuna parte. Almeno è simpatica, per interesse e quant'altro aspettiamo la prossima vita. Bravissima comunque, grazie per aver partecipato con noi.

Katarina, la musa del blog: oggi a lezione, dopo aver presentato un Referat come al solito a base di frizzi e lazzi, ce l'avevo proprio al mio fianco e devo ammettere che ero abbastanza conturbato dai suoi shorts con gamba lunga ben in vista. Eh, le gambe. Gran cosa. Peraltro, mi viene in mente questo:




Ammetto che sono affascinato dalla bella corporatura di quella ragazza. Insomma, pane al pane, vino al vino. In tutto questo, anche con lei continuo a vedermici solo durante le lezioni di tedesco e per questa ragione praticamente i contatti sono molto limitati. Oltretutto, oggi durante la mia sopracitata presentazione a lezione di tedesco, abbiamo avuto anche l'occasione di scambiarci due parole. Erano in tedesco, e non ci ho capito una ciolla. Avanti Savoia. Ah, peraltro se ne partirà per tornare là dove hic sunt leones credo il 19, ovvero fra poco meno di una settimana. La medaglia d'argento se ne va, ma non si porta dietro le ragioni per continuare a scrivere le mie disavventure. Custodisci gelosamente la tua drevený zemiak, cara amica.

Sarah, la mia meravigliosa Sarah. Beh, come facilmente potrete immaginare, finora a lei si sono diretti i miei più intensi sforzi nel tentativo di creare le basi per solide evoluzioni nella nostra relazione - intesa in questo momento solo per quella che è: ci si conosce e si fa tandem assieme -, ma con risultati purtroppo estremamente deludenti. Andiamo per ordine.

Dopo l'ultimo tandem, praticamente dieci giorni fa, mi disse che non aveva veramente tempo per poter fare altri tandem dato che doveva preparare centomila pagine di lavori scritti per gli esami e quant'altro. Va benissimo, non c'è problema, capisco perfettamente le tue esigenze (zerbinata atomica #1, e attenzione, non sarà l'ultima), sentiamoci quando hai tempo, ok ok, danke danke. Passano i secoli, passano i millenni, al che mi sovviene un simpatico pensiero: ma ora, va bene zerbinare ed aspettare che lei dica qualcosa, ma magari essere più propositivo? Tipo con un messaggio? L'idea di fatto è buona, ma chiaramente come sempre faccio prima un rapido giro di consultazioni per valutare il grado di opportunità ed idoneità e di liceità di questo pensiero; Susana mi dice: "mi sembra tutto ok, Ste: SEGUI IL TUO ISTINTO!".

Un attimo. Affrontiamo un secondo questo tema. Segui il tuo istinto. Mh, interessante. Di fatto la risposta che diedi alla cara Susana fu: difficile che segua qualcosa a cui ho rinunciato anni ed anni or sono e quelle ultime braci sotto la cenere che ancora posseggo (e che di fatto non si possono togliere) le passo con l'estintore tutti i giorni prima dei pasti. Perché? Semplice, se seguo i miei istinti faccio disastri, quindi tanto meglio evitare. E poi sono un uomo, non una bestia. L'istinto è per gli animali, l'istinto è fame sete cacca pupù e fiki-fiki, l'istinto è il buio della ragione. Io l'istinto non lo seguo. Soprattutto perché l'istinto, per definizione, non sa dove va. E francamente, non m'è dolce naufragar in questo mare.

Sarà forse per questo che non capisco un cazzo delle donne? Ora che ci penso, direi che questa supposizione si ritrova praticamente in pole position per il Gran Premio de "Le cause dei miei scarsi successi". Beh, figata.

Ad ogni modo, sms #1: ciao Sarah, senti, oggi ho fatto la mia prima conferenza (vero), ho una voglia matta di festeggiare (scusa stupida), hai voglia di fare un giro fuori?

No.

Reazione: vabbè, sta lavorando duro, me lo aveva detto e dunque non posso biasimarla. Pace, una scusa stupida gettata alle ortiche. Aspettiamo che mi dica lei qualcosa.

Passa qualche giorno e decido di riprendere in mano la situazione, ma stavolta con un tono leggermente meno scherzoso. Infatti per potermi candidare ad una borsa di studio ulteriore per la prossima estate in Germania, ho bisogno di scrivere una lettera di motivazione da indirizzare alla DAAD. La grossa gag è che la devo scrivere auf Deutsch, e a chi chiedere se non a Sarah? Orbene, oltretutto lei lo sapeva perché gliel'ho detto fior fior di volte, e mi ero raccomandato: Sarah cara, non ti scordare che il 7 dicembre devo consegnare il tutto. Ok, certo, vai tranquillissimo zio. E allora mandiamo un altro messaggio.

Sms #2: Sarah cara, senti, io fra qualche giorno devo consegnare la lettera di motivazione, non è che hai un ritaglio di tempo da dedicarmi? Grazie.

Nessuna risposta.

E allora cara mia mi fai un po' girare il culo sai? Cioè, non è solo questione che mi piaci e non mi caghi di pezza, ma anche dove in realtà piacere o piacersi non conta, mi pacchi, non mi rispondi, ma mehercules, ma a che diavolo di gioco giochiamo?

...

Vabbè ti perdono, ma solo per questa volta (zerbinata atomica #2, ma almeno l'ho pronunciata molti giorni dopo gli avvenimenti).

Il giorno prima della consegna della candidatura ho scritto la mia prima lettera di motivazione in tedesco. C'ho impiegato quel buon paio d'ore per scrivere una pagina (i miei tempi si stanno radicalmente restringendo, sono fiero di me) ed ho consegnato tutto, peraltro dopo aver fatto un test chiamato onDaF in cui si diceva che il mio livello di tedesco attuale è B1. Cornuto, mazziato e coglionato. Bene così.

Preso dalla tristezza dell'abbandono, sentendomi un po' più solo, senza saper bene che cosa fare, lascio perdere. Aspetto che passino i giorni e che sia lei, come promesso dapprincipio, a farsi viva. E questo sarebbe successo solo l'11 dicembre, in cui con un sms mi chiedeva se mi andava di fare un tandem nur auf Deutsch. Nel frattempo, risuonano in mente alcune parole che mi ricordo di una canzone, una piccola meraviglia lessicale che era tanto che non consideravo: "E il mio pensiero vola verso te, per raggiungere le immagini, scolpite ormai nella coscienza, come indelebili emozioni che non posso più scordare".

Ma quello che sarebbe successo, ve lo racconto la prossima volta, fra qualche giorno, che ora ho scritto troppo, as usual


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