Succede che torno a Milano per passare le feste, Natale, San Tazza e compagnia cantante. Il primo elemento-gag che emerge di prepotenza nei pochi giorni in cui mi sono trattenuto a Milano è chiaramente la presenza di due tipe russe di cui mi sono fatto carico vista la loro decisione di fare un salto nella città meneghina. Si tratta di Ekaterina, o Катия, credo si scriva più o meno così, una tipina sì carina e graziosa che conobbi a Monaco di Baviera l'estate passata durante il corso di tedesco, che salendo in cattedra qualche tempo fa su Facebook se ne esce dicendo "cazzofigata me ne vado a visitare Milano per Natale". Brava, sarò anche io là per le feste, che ne dici se ci becchiamo? A ruota la segue tale Guzel, traduzione in russo di Gisella, mai vista prima e che credo sia apparsa nella mia vita grosso modo come un meteorite.
"Stai attento alle russe", mi disse più volte il saggio quando mostravo ardore e sentimento nei confronti della Siberia. Che a me piace Kabarovsk, ma tant'è, presto attenzione alle parole del saggio e alla voce della mia esperienza se non che poi dico che a me me ne batte un po' dell'attenzione e quant'altro, alla fine quando c'è classe e Russia si va avanti a testa bassa. Grande Россия, bravi tutti, avanti Savoia.
Chiaramente data la presenza di codeste potenziali prede tacchinose in un risicatissimo spazio cronologico si inizia con il dispiegamento delle forze d'attacco, la cosiddetta Artiglieria Pesante. Ed ecco che dopo aver sollevato un putiferio allucinante, riassumibile più o meno così: "Ehi ragazzi, arrivano due russe a Milano" - risposta - "UHHHHHHHH AHHHH UHHHHH GHGHGHGHGHG MMMMMMMHHHH UUUUUHHHH che piacere arrivano due russe", nella serie si combina che: si vanno a prendere le russe in stazione - nota di folclore, scendono dal treno ed erano già attorniate da 3 giovani prorompenti italiani -, vengono accompagnate a casa - grazie Dok per l'aiuto, che sappiamo bene entrambi era VOLUTAMENTE interessato :D - andiamo a mangiare il panettone ai parchetti come ogni Natale facendo scommesse su quanto tempo Rasta avrebbe impiegato prima di parlare di Unione Sovietica, andiamo all'Hemingway a prendere un drink e si cominciano a spendere soldi tipo "tranquille ragazze, alla grande, ci pensiamo noi".
Ed il giorno dopo si va in pizzeria per mostrare cos'è una vera pizza a queste disgraziate che probabilmente hanno mangiato in vita loro solo carne d'orso, e ancora vai alla grande che paga Pantalone, e poi andiamo al Kofler per San Tazza e si ride e si scherza alla grande e Pantalone ci mette del suo un'altra volta.
Qual era la prospettiva di tanta artiglieria pesante concentrata in due soli giorni? Difficile a dirsi, penso "per fare i signori e uscirne a testa alta", come già sostenni in un altro post, oppure ad una dinamica, risalente peraltro anche questa al corso di tedesco di Monaco di Baviera, detta "DA secret", ossia quali sono le cose importanti per tacchinare duro una russa, ossia fiori e spendere soldi, oppure, detto in altri termini, alla prospettiva, legittima, di investire sullo spread BTP-GKO/OFZ decennali russi per ottenere un lucro in limone.
Bom, sarà, ma in fondo non ci credevo molto. E devo ammettere in tutta franchezza, che quando eravamo in pizzeria, il buon Zio Mente ne disse una chiara, tonda, e completamente veridica: "tanto non ce la daranno mai, ma alla fine non facciamo brutta figura".
For the record, brutta figura non fatta, soldi al vespasiano registrati, ze' limone, saluti baci e abbracci e ci vediamo, magari, in Russia. Sì, crediamoci.
| Io e le russe. Trovate gli intrusi. |
Il 27 di Dicembre me ne vado a Berlino, felice e pasciuto, pronto per nuove avventure con gente grandiosa. Come ho scritto negli auguri di buon Natale di questo blog, l'idea era quello di andare là in Germania Hakuna Matata, ossia, andiamo a bere e tracannare come se non ci fosse un domani, ignoriamo volutamente le tipe, pensiamo a divertirci e a gustarci la vita. Risultato? Bere s'è bevuto "ma si poteva fare di più", non sono riuscito ad ignorare le tipe - ma non è colpa mia, se in Germania ci sono le fighe non ci posso fare niente - ma quasi, ma mi sono divertito alla grande, e ho pure mangiato 7 kebap in 7 giorni. Alla grandissima.
Ma andiamo al sodo, e vediamo un po' di che tipe sto parlando nella finestra temporale capodannesca. Come detto non volevo interessarmene, quantomeno per provare a dar adito a quello che mi è sempre stato detto, ossia "meno ci pensi più ne arrivano", oppure "non te ne interessare, tanto queste cose capitano, succedono, non sono prevedibili".
Sia detto rapidamente, perché è già in progetto un post in merito, ma tutte queste frasi soprariportate sono un fracco di stupidaggini dette pure male. Ma per ora sorvoliamo, e rimandiamo al prossimo futuro un approfondimento in merito.
In realtà la Germania è un casino. Troppe tipe troppo belle. Risultato: grande mal di testa. Ma fa niente, perché ero lì a divertirmi e, a parte il primo giorno in cui ero in condizioni pietose per le poche ore di sonno dato San Tazza a cui è seguita una gitarella dalle zozze e ulteriori birre e grasse risate coi compagnoni, direi che l'obiettivo è stato raggiunto. Ma quale sarà mai stata la sorpresa? Beh, finora ho parlato tanto di Germania e germanofone, ma qui si giocava in casa: del gruppo di ex-MISU che ha deciso di venire a Berlino c'era una giovane molto interessante che rispondeva al nome d'Olga. Ucraina. Quasi russa. La seconda ucraina di questo giovane blog. E sticazzi. Unica ragazza del gruppo, unica vera germanoparlante, non una bomba sexy, anzi, ma una bellezza che si respirava nel blu degli occhi e nelle fossette del sorriso. E allora che cosa si fa, soprattutto quando si inizia a supporre che ci siano altre persone nello stesso gruppo interessate alla faccenda?
ARTIGLIERIA PESANTE.
Orbene, devo ammettere in tutta sincerità che non avrei scommesso un soldo sul risultato, mio in primo luogo, ma degli altri supposti interessati anche. Siamo forse di fronte ad una Figa di legno™? Non so, difficile a dirsi, di fatto oltretutto la conoscevo poco visto che sì, ci si vedeva spesso a Monaco ma di fatto non siamo mai usciti assieme o mai ci siamo visti tête-à-tête, ma insomma, simpatia credo ce ne sia sempre stata e quello, nei fatti, era il momento di vedere fino a che punto la simpatia poteva dar luogo ad un ennesimo "sei un caro amico" oppure ad una spessa fetta di limone. E poi, diciamoci la verità, le ragazze sono, naturalmente e ingenuamente, tutte tutte un pochettino fighe di legno. Ma sorvoliamo sulle questioni ad ampio raggio e vediamo un po' cosa successe.
Già dall'arrivo della graziosa fanciulla si vede chi è interessato o meno. Il nostro amico serbo, Marko, detto The Smiling Dictator, corre per andare a prenderla come se non ci fosse un domani. Io mi tengo a ruota perché essendo più sottile e subdolo non voglio dare troppo nell'occhio ma voglio tenere sotto controllo il dittatore. Un altro compagnone, il bulgaro Elo si tiene a debita distanza ma ha anche lui l'occhio lungo. Il resto del gruppo, gli spagnoli, pensano a bere, as usual. Loro vincono il premio "Me ne batte un catzo di tutto quello che mi passa attorno" edizione 2012.
Il discorso si complica. La giovine Olga rimarrà a dormire in una stanza messa a disposizione del bulgaro, e quindi sarà a tiro dei miei diretti concorrenti. E passerà, sia chiaro sin da subito, molto tempo con loro. Io, stando a casa del mio grandissimo amico tedesco Pallasch, praticamente ho solo le serate a disposizione. Ed in quelle penso a divertirmi, soprattutto per una ragione: la giovine fanciulla potrà essere carina quanto si vuole, ma diamine, fa di tutto per tritare le palle su tutto. Pochi sorrisi, poche occasioni per parlare con calma, è vittima della frenesia del momento e tende a scoglionarsi - scusate il francese - molto rapidamente. Alcuni potrebbero dire "va là che è insopportabile", mentre io rispondo con la franchezza e ingenuità che mi contraddistingue "io baratto i difetti delle donne con la loro bellezza". E se mi viene detto "ma guarda che la bellezza sfiorisce col tempo" io ugualmente rispondo "e col tempo i difetti si sopportano molto di più". Pari e patta.
E nonostante tutto, ci sta che poi ci si vede, si chiacchiera un po', si sorride e in fondo in fondo, da buon zerbino, si pensa che forse dei margini ci sono. E allora giù a offrire un tè o un caffè, quelle piccole cose che fanno piacere all'altra persona, alla propria coscienza e molto male al portafoglio, specialmente quando sei in un paese in cui un caffè costa 2 euro.
Come si risolve il tutto? Si risolve che l'ultimo giorno i miei diretti concorrenti non ci sono perché sono già partiti per i loro paesi, io rimango con gli ispanici - come sempre geniali -, il buon Pallasch e la cara amica Olga. Il momento di affondare il coltello nella carne. E' l'ultimo giorno, quindi bisogna quagliare. Adunque, succede che lei deve vedersi con degli amici ucraini con cui peraltro si era già vista i giorni prima. Bene, avanti così, ci sta offrire un ultimo caffè e aspettare che risponda ad un messaggio perché magari ci si vede la sera. Il messaggio arriva cordiale e pasciuto alle 11 di sera quando stavamo tutti smobilitando visto che gli ispanici avevano l'aereo il giorno dopo alle 8 del mattino e Pallasch doveva andare a lavorare. "Mi spiace un casino tesoro ma non riusciamo neanche a salutarci, domani parto alle 12". "Ho passato un capodanno fantastico con persone fantastiche, grazie di tutto". "Amica ucraina, non mi gira il culo perché se avessi combinato qualcosa con te sarebbe stato solo un caso, però mettiamola così, marca molto male". "Chissà se ci rivedremo, e dove". "Quel cazzo di te a 5 euro nel bar chic del museo della storia tedesca era strabuono eh?!"
Come potete immaginare, questo dialogo via messaggio non è mai esistito. In fondo il fatto di aver pensato che magari potesse succedere qualcosa - sì, avete capito bene, non una sega mentale, non un film, ma una bobina b-movie sega mentale tutto assieme - non mi ha urtato più di tanto, ma in fondo sarebbe potuto essere bello. Boh, che dire, io a Berlino mi sono divertito e spero di tornare a fare altre ferie con quei personaggi. Con o senza Olga, con o senza Sarah, con o senza figa, con o senza legno. Solo per ridere di gusto con dei buoni amici. Questo vale veramente.
Però un lembo di manza dovrà arrivare, presto o tardi, porca bindella, eh.
Nessun commento:
Posta un commento