giovedì 13 novembre 2014

Die Pute, die Puten. Tacchini in salsa tedesca pt.3: tipi, tipi everywhere, aka La Bernoullèide.

Stamattina mi scrive un amico americano.

Hai presente la tipa portoghese di cui ti parlavo ieri? Ha il tipo. What a waste of energy.

Povera stellina. 

Succede che con la Charlottèide in corso d'opera e dopo essermi ripreso per bene dai drammi descritti due post fa, cerco di ampliare i fronti di attacco quantomeno per una ragione, ossia metti che va male da un lato, magari in un altro va meglio. In sostanza è ripartita la grande, eterna sfida tra l'uomo e la matematica: sfidiamo i grandi numeri. Perché dice che alla fine, se si sfida la sorte all'infinito, almeno una volta si dovrebbe vincere. Dice. 

Jakob Bernoulli, ideatore dei grandi numeri. Si noti lo sguardo molto tacchino.
Riprendendo quanto accennato nei post precedenti, i corsi di tedesco che sto frequentando sono dei piccoli nidi dorati di un importante numero di squinzie, di conseguenza ho deciso di assurgerli a campione di riferimento in cui inserire l'azione di Bernoulli. Sempre facendo una minima di selezione, ovverosia in ordine decrescente d'importanza: squinzie che piacciono in sé e per sé, ossia che sono toniche e piacciono sul serio al sottoscritto, squinzie che piacciono per sé e che eventualmente lanciano segnali di disponibilità, squinzie che piacciono per sé, ossia che aiutano a costruire un curriculum e possono essere soggetti di racconti da pub tra uomini, ed infine lo scavare il fondo del barile, che è sempre auspicabile evitare ma se si vuole tenere in considerazione Bernoulli allora bisogna comunque includere nell'eventualità di un esito positivo della funzione, altrimenti il campione non è adeguato e Bernoulli e le sue noie matematiche vanno a ramengo portandosi con sé risultati, energie e risorse allocate e pure li mortacci loro e di chi li ha creati.

Succede dunque che un giorno approdi felice e smagliante una nuova squinzia nel corso del martedì e giovedì. Come ben sapete, le prime lezioni dei corsi di lingua in realtà sono deputate alla comprensione del proprio livello e alla ricerca di una classe più adeguata al proprio livello di lingua, nel caso quelli in cui si è stati assegnati non sia di gradimento. Sta di fatto dunque che arriva questa giovine ragazza, si presenta, ride scherza ed è proprio smaliziata

Mai fidarsi delle smaliziate, nascondono qualcosa

ma insomma, prima lezione, sembra simpatica, scambiamo due parole e finisce che dopo lezione, durante il mio paglione consolatore sulle miserie della lingua tedesca, sale in cattedra la squinzia e me ne chiede uno. Va bene, non vedo perché no in fondo, e poi è sempre una maniera adeguata per attaccare bottone. Insomma, si chiacchiera un po', la ragazza è slovacca, poco più di un metro e sessanta di simpatia ed esplosività, mi stupisce perché in una landa triste e desolata come la Germania, in cui toccarsi è reato, questa invece ricerca il contatto, insomma, marca la sua presenza non solo con le parole

Mai fidarsi delle smaliziate

Brava, dico io, insomma, vediamo se si riesce a combinare qualcosa. Con calma e tanta onestà, ci saranno occasioni per poter quagliare un po'. Ah, giusto per informarvi, onestamente la tipa appartiene alla seconda categoria descritta sopra. E mi stavo quasi dimenticando di darvi un altro dettaglio abbastanza importante:

A grande richiesta, tornano i MELONI! Giubilate! Giubilate! Meloni come se non vi fosse un domani!
Passano i giorni, passano le lezioni, passano i paglioni gentilmente offerti alla squinzia - che però ha dimostrato di detenere anche quel minimo di buona volontà e onestà tale per cui un giorno mi ha gentilmente offerto un suo paglione, riconoscendo i beaux gestes del sottoscritto -, passano le chiacchiere dopo lezione, passano le gag e le controgag, i contatti cercati e trovati, insomma passa tutto tale che a questo punto scatta il domandone. Cosa fai questo fine settimana? C'è una festa allo StuSie, si pensava di andarci... Ah! Che bella idea! Però non lo so, il mio ragazzo BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA 

Mai fidarsi

Perché tanto, poi, alla fine della fiera, quello che c'era dopo interessava zero. Facendo i conti con me stesso, ripensando ai disastri narrati due post fa, pensando se effettivamente questa tipa mi piacesse o meno, mi sono detto che va bene, è fuori dal gioco. Quindi non era necessario farsi paturnie, ma lasciar correre e chi si è visto si è visto. Che poi aldilà di tutto MELONI la tipa è simpatica, siamo in corso assieme quindi ci si ribecca e sai mai che MELONI magari conosce altre persone e quindi alimentare quel circolo virtuoso di MELONI conoscenze che alimentano altre conoscenze e magari poi salta fuori la squinzia MELONI giusta. MELONI. Una sera che siamo entrambi ubriachi le salto alla carotide. C'è poco da girarci attorno. E poi ho detto, ma che sarà mai, c'è una squinzia dell'altro corso che mi ha messo gli occhi addosso, insomma, è morto il Re, viva il Re! Però tra la Charlottèide in fase di stallo, i disastri troppe volte citati, questo Eh ma il mio ragazzo BLA BLA BLA BLA mi ha un po' stufato, devo ammettere che ho come avuto un momentino di sconforto, del genere

ma porca trojka, che cazzo di sfiga.

Che mi sembra più che legittimo, insomma. Ma tant'è, come dicevo c'è l'altra, vediamo cosa succede.

Perché vedete, in realtà conducevo queste due storie in parallelo, nel senso che stante una in un corso e l'altra nell'altro, avevo modo di barcamenarmi senza troppi guasti tra le due storie. Tanto ci sono i grandi numeri, pensavo, va male da un lato, proseguo dall'altro, TAAAC.

Sta di fatto che nell'altro corso ho avuto questa interessante impressione. In una delle prime lezioni mi seggo nel posto più vicino alla porta dell'aula - sono evidentemente troppo pigro per andare da un'altra parte - e pim pum pam un giorno una squinzia aggraziata si siede a fianco a me. Questa giovine desta il mio interesse perché, come accennato prima, di riffa o di raffa ogni volta che mi giravo per vederla scoprivo che mi stava già guardando. Siccome non dava né dà l'idea di una pazza furiosa, trovo questo fatto abbastanza interessante, se non addirittura divertente. Subito il mio pensiero è andato a tutte quelle ragazze, amiche o meno, che mi rammendavano "capiscili i segnali, sono importanti! capiscili, capilli, capiscìlli, sono fondamentali, stai attento!" ed ho pensato che visto che di solito io i segnali delle tipe li colgo con un ritardo di due, tre settimane, del genere una tipa mi lancia uno sguardo del genere Adesso scopiamo subito io rispondo con Posso offrirti un drinkino? e tre settimane dopo, normalmente sotto la doccia, o evacuando, o anche camminando spensierato per una strada, mi si accende una lampadina del genere Ma vuoi vedere che quella voleva una libbra di carne e io ho solo invece speso quella trentina di euro per foderarle il fegato a base di tequila sale e limone? Porca trojka che mentecatto scemo e pure pupazzo che sono, insomma, mi capitano sempre cose così, però stavolta sulla scorta dei cori angelici delle ragazze che conosco decido che il fatto che mi sentissi ricercato dal suo sguardo era non un segnale ma un segnalone e dovevo passare subito, ma cum grano salis, a riscuotere il mio desideratum.

La tipa in questione è americana, ha l'occhio vispo, un bel sorriso, purtroppo niente MELONI, ma insomma, delle oneste gambette, come la ragazza dell'altro corso onestamente sopra il metro e un citofono di simpatia, come ogni americana ha purtroppo un po' l'aria di cheerleader che in fondo sa che quello che conta al mondo è solo lei ma ormai mi ci sono abituato, e poi, parliamoci chiaro, se ti mette gli occhi addosso a meno che non sia un tombino in ferro battuto allora fa automaticamente curriculum. Ed in ogni caso appartiene anche lei alla categoria due delle quattro descritte supra. E poi il fascino di immaginare di mettere la bandierina in un altro continente e di cantare mentre si fuma un paglione Sweet Home Chicago mentre si sussurra teneramente nelle orecchie Guarda che pronunciare Illinois senza la s finale perché è francese è proprio da ricchioni, beh, tutto questo non ha prezzo. E allora Avanti Savoia.

Mai fidarsi

L'unico problema della suddetta è che purtroppo non fuma - brava - ma che appena la lezione finisce, semplicemente, si vaporizza, o meglio, sublima, termine che amo alla follia nonostante sia legato a pagine atroci della mia esistenza tacchinica. Quindi manca contatto, mancano chiacchiere, mancano facezie, manca l'occasione per approfondire ed invitare. Ma quand'anche fosse, finalmente il caso cinico e baro mi offre l'occasione che aspettavo. Alla festa di Allouin, quella porcheria che solamente gli anglosassoni possono trovare divertente, organizzata nell'immancabile StuSie Bar, vado sul presto con un paio di amiche giusto per far la fila, pagare l'ingresso, fare il timbrino con cui rientrare e tornare da altri amici a bere un sorso di vino prima di entrare alla festa. Orbene, mentre stiamo facendo la coda da bravi Cunctatores TAAAC ed ecco che la squinzia chicaghese appare in tutta la sua magnificenza.

Ehi, grande numero, anche te alla festa? Bella storia, a me non garba molto Allouin

Il solito falso come Zerba il Greco, Allouin mi fa cagare a spruzzi ma è già diventato "non garba molto". Falso più falso dei più falsi servi dei servi.
ma alla festa non si può mancare insomma, c'è mezza università e la previsione è che sia interessante in fondo, a te piace Allouin? Sei 'muricana, sicuramente sì vero? Ah che bello trovarti qui, che bella sorpresa, sì, Allouin mi piace però non mi metterei mai un vestito gruesome ma insomma, basta divertirsi! Però ho un problema ora, mi sono dimenticata la patente a casa, quindi la security tedesca non mi fa entrare.

Mai fidarsi delle smaliziate

Ma come? Ora, non è che non dimostri 18 anni, voglio dire, però in fondo li capisco, spesso in Germania gli scimmioni della sicurezza ragionano a linguaggio binario: hai il documento sì o no, se sì ed è valido entri, altrimenti fuori in qualsiasi altro caso. Eh hai ragione! Non c'è stato proprio modo di convincerli tant'è che ora aspetto un'amica - ah eccola! Lei è D.

Arriva qualcosa che non riesco a capire da quale pianeta provenga, meraviglie di Allouin

comunque io e D. ora andiamo a casa a prendere la patente così entro anche io, che poi, capisci, questa cosa dei documenti d'identità è veramente farlocca, ossia, li puoi falsificare come ti pare, pensa che il mio ragazzo BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA

Adesso dico le bestemmie. E le dico forte, santi compresi, almeno mezzo calendario. 

Come sembra ovvio il mio cervello, il mio unico e fedele alleato, si è spento un'altra volta pro domo sua. Tanto ciò che mi ha detto dopo, nella stessa misura di quanto scritto supra, era assolutamente inutile e superfluo. Non valeva la pena stare ad ascoltare. Anche in questo caso, fine dei giochi. Al che non mi spiego bene perché avesse sempre gli occhi su di me, ma sicuramente ho capito una cosa.

Mai fidarsi delle smaliziate, nascondono qualcosa. E' il loro tipo.

Excipit.

Il lato tragicomico del racconto è che la sera stessa della festa di Allouin ho incrociato anche la prima smaliziella di questo racconto, col tipo. E per non farsi mancare niente, la settimana successiva ho ritrovato la 'muricana sempre allo StuSie... con il suo tipo. Che è francese. Che mi fa salire il nazismo. Che è pure simpatico. Affari loro. Per stare sereni, e cornuti e mazziati.
Ma aldilà di questo, succede che un giorno, dopo una bevuta con qualche amico, mi fermo a chiacchierare con una giovine nuova conoscenza del mio giro. La accompagno a prendere la bici prima di recuperare la mia e volgermi verso casa. In una Friburgo ormai dormiente, non le nascondo di quanto mi sia rotto l'anima di queste badilate di sfortuna. Attenzione, niente che sul serio mi abbattesse, voglio dire, né la slovacca né la 'muricana erano una sorta di sancta sanctorum come la mia adoratissima Charlotte, ma insomma, ogni tanto un po' di fiducia verso il mondo e le persone si ottiene ottenendo qualche piccolo rifocillatore risultato nelle relazioni interpersonali, come anche una succulenta libbra di carne. Però in quel frangente ero un po' abbacchiato.

Vedi cara, non te lo nascondo, anche se non ci conosciamo molto, ma sono un po' stanco. Voglio dire, io ci provo, sto facendo del mio meglio, ma ogni tanto ho come l'impressione di essere circondato da un alone di miserie

Stop. 

Feci a tempo a pronunciare la parola miserie, che un lampione, esattamente sopra la mia testa, si spegne. Le miserie esistono sul serio.

S., per favore, chiama subito Padre Amorth, qui siamo arrivati al livello esorcismo. La sfiga che si fa palpabile. Le luci che si spengono.

Simpatiche risate e siamo tornati verso casa.

Però cari lettori dello Xilotubero, non vi nascondo che per una sola frazione di secondo, una ridicola, lunghissima, frazione di secondo, ho pensato che la sfiga, in quella serata, sia stata l'unica ad aver esatto quello che cerco, con onestà e umiltà, da un po' di tempo ormai. Una succulenta libbra di carne. Almeno non è stata letterale, e si è limitata a qualche Watt di un lampione tedesco. Ad ogni modo, se qualcuno può contattare Amorth e il Vaticano, mi mandi un messaggino. Ma state sereni, perché grosse novità spassosissime arriveranno tosto nel prossimo episodio, intitolato

La Charlottèide in Friburgo: Season Finale!

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